Gazzetta di Reggio

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Boom di matrimoni in Comune: 177 nei primi sei mesi del 2025

Serena Arbizzi
Boom di matrimoni in Comune: 177 nei primi sei mesi del 2025

Matteo Iori ha celebrato il 20% delle nozze con rito civile

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Reggio Emilia Sono 211 i matrimoni celebrati in città nei primi sei mesi del 2025.

Di questi, 177 sono stati celebrati con il rito civile, mentre gli altri religioso. Dei 177, inoltre, dieci sono unioni civili, ovvero tra persone dello stesso sesso.

Un trend che rappresenta una leggera crescita rispetto al 2024, quando i matrimoni totali, in città, sono stati 390, secondo i dati disponibili all’anagrafe. Di questi 304 sono stati celebrati con il rito civile e, ancora tra questi, sono state 15 le unioni civili.

Per matrimoni e unioni civili la Sala del Tricolore è disponibile in modo gratuito, se uno dei due abita a Reggio Emilia. Altrimenti, se gli sposi vengono da fuori, il costo della sala è di 50 euro. La Sala del Tricolore è indubbiamente la più gettonata tra quelle comunali: sono in rarissime eccezioni è stata aperta ai matrimoni la Sala rossa.

Oltre il 20 per cento dei matrimoni in municipio viene officiato dal presidente del Consiglio comunale, Matteo Iori. Sono storie che si intrecciano quelle degli sposi che affidano il giorno più bello alla sala che vide la nascita della bandiera italiana. E che rappresentano uno spaccato della realtà reggiana, costituita da un melting pot di più etnie e provenienza culturale.

«Considerando il primo semestre dell’anno, il numero di matrimoni sembra in leggero aumento rispetto al 2024 - afferma Iori -. Nel 2025 sono già stati 211 in città: di questi 177 quelli in Comune, con 10 unioni civili. Il trend sarà da verificare da qui alla fine dell’anno, perché ci sono momenti in cui la tendenza a sposarsi è maggiore, che sono quelli autunnali. I matrimoni in Comune sono molti di più di quelli religiosi. Questo è legato al fatto che molte sono seconde nozze: un fenomeno in crescita. Io dei matrimoni del 2025 ne ho celebrati circa il 20 per cento. Possono celebrarli anche gli assessori, il sindaco e i consiglieri comunali».

Nel 2025 è stata introdotta una novità. Tramite un accordo con l’anagrafe quando le persone fanno le pubblicazioni, possono scegliere di lasciare il loro numero e di chiedere di essere contattate dal celebrante. «Ho fatto questa richiesta per personalizzare il matrimonio - continua Iori -. Se una persona mi lascia il numero la chiamo e prima delle nozze mi racconta la storia della coppia alla quale appartiene, se desidera qualcosa di particolare o di legato all’unione. Questo per rendere il matrimonio civile meno freddo, altrimenti si fermerebbe alla sola lettura dei tre articoli del codice civile».

Davanti agli occhi del celebrante, nel tempo, sono passati matrimoni semplici e veloci, «in cui gli sposi mi hanno detto: “Ho parcheggiato qui sotto, dopo devo andare al lavoro”. Altre volte, invece, gli sposi chiedono dettagli che personalizzino la cerimonia. Come di avere testimoni in più rispetto a quelli previsti. Per legge, ognuno degli sposi può infatti avere solo un testimone che firma gli atti, ma succede che qualcuno decida di portarne di più per condividere la giornata speciale. In un’occasione avevamo inventato una procedura insieme alla coppia, perché potessero firmare anche agli altri testimoni. Procedura che non aveva alcun valore legale ma dava dignità a tutti i partecipanti. A volte abbiamo assistito a dei balli. Altri sposi hanno fatto portare le fedi dal cagnolino, mentre di solito le portano i bimbi. A volte gli sposi leggono le promesse, oppure poesie o chiedono che qualche invitato legga qualcosa per loro. Ognuno sceglie il tipo di musica. In un’occasione, agli sposi è stata dedicata una canzone il cui testo era stato riadattato proprio per loro. Dipende dalla fantasia e dai desideri degli sposi e da quanto il celebrante riesce a mettersi d’accordo con loro. È un giorno molto importante e anche dal punto di vista legale il matrimonio cambia tante cose. Molti pensano che convivere sia quasi uguale, ma in realtà la situazione cambia molto - rimarca il presidente del Consiglio comunale -. Sono diverse le garanzie per il futuro tra conviventi e sposi. Il momento del matrimonio va quindi celebrato con attenzione sia per il significato romantico della cerimonia sia con la consapevolezza dell’importanza dei diritti e doveri di entrambi i coniugi», conclude Iori. l