Morte del prof Marangio: c’è un sospettato
Modena: una persona sarebbe venuta a casa sua in tempi non lontani da quelli della morte del 78enne, ex docente di Unimore
Modena C’è un sospettato nell’ambito delle indagini sulla morte di Raffaele Marangio, il docente di Unimore e psicoterapeuta 78enne rinvenuto il 26 luglio disteso supino nello studio della sua abitazione di via Stuffler a Modena con una cintura al collo. Una morte per cui la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio volontario: il primo elemento contro l’ipotesi del suicidio è la posizione innaturale della salma, distesa come se fosse stata ricomposta da qualcuno. In questi giorni gli investigatori della Squadra Mobile hanno ricostruito il cerchio di conoscenze del professore sentendo diverse persone.
Alcune avrebbero posto l’attenzione su un uomo che frequentava spesso la casa del professore, al punto da poter essere considerato un conoscente stretto. È su di lui che ci si sta concentrando nelle indagini, perché il fatto che tra lui e il prof ci fosse un contatto frequente sarebbe confermato anche dai primi riscontri dell’esame dei tabulati del cellulare della vittima. Una persona che era dunque un riferimento per lo psicoterapeuta, e che sarebbe venuta a casa sua anche in circostanze temporali considerate, se non a ridosso, comunque molto vicine alla morte. Il punto è che, a quanto è dato a sapere, questa persona non è stata ancora identificata. Il riscontro con le telecamere di videosorveglianza infatti è complicato dall’enorme quantità di video da esaminare - le 48 ore tra la sera di giovedì 24 (ultima telefonata con la figlia) e sabato 26 - e le forze limitate a disposizione in questo periodo. Dalla scoperta della morte però sono passate ormai tre settimane: questa persona adesso potrebbe essere molto lontana, anche all’estero. In questo contesto, la Procura ha congelato esami scientifici cruciali come quello delle tracce di Dna lasciate sulla cintura che la vittima aveva attorno al collo. Si tratta di accertamenti tecnici irripetibili che vanno eseguiti in sede di incidente probatorio, dando la possibilità a un eventuale indagato di nominare un proprio consulente. Anche questo stop conferma che ci sono sospetti ormai bene indirizzati verso una persona. Nei cui confronti però non può essere emesso ancora alcun avviso di garanzia, fino a completa identificazione.l © RIPRODUZIONE RISERVATA