Gazzetta di Reggio

Reggio

I conti della Sanità

21 milioni di ticket non pagati, la Regione dà il via a un nuovo giro di solleciti

21 milioni di ticket non pagati, la Regione dà il via a un nuovo giro di solleciti

Nel mirino l’evasione nel periodo Covid

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Che la Regione – anche dopo aver visto i bilanci di previsione delle aziende sanitarie dell’Emilia Romagna – sia determinata a raccogliere più entrate possibili per riequilibrare i conti, è un dato di fatto. E il dibattito attorno all’evasione da ticket che tiene banco in questi giorni d’agosto lo dimostra, così come una prova ulteriore arriva dal giro di vite che l’assessore regionale alla Sanità Massimo Fabi ha deciso di imprimere, concentrandosi soprattutto sul recupero dei ticket non pagati nel periodo del Covid. A questo scopo «la Regione Emilia-Romagna – dice una nota diffusa ieri dall’assessorato regionale alla Sanità – ha adottato una serie di interventi mirati per rafforzare il sistema di recupero dei crediti non ancora riscossi. Sono le singole Aziende sanitarie, come stabilito da una delibera regionale che fissa obiettivi vincolanti e indicatori di monitoraggio, ad avere la responsabilità del recupero crediti approvando regolamenti specifici».

In particolare la regione sottolinea come si tratti di «un’attività che riprende dopo la sospensione del pagamento dei ticket dovuto all’emergenza coronavirus che ne aveva causato un rallentamento». Un’azione, quella decisa dalla giunta guidata da Michele de Pascale, che non vuole in alcun modo essere coercitiva e che punta, di contro, alla collaborazione dei cittadini che possono «consultare eventuali insoluti inserendo la tessera sanitaria nei totem automatici che si trovano nelle strutture sanitarie, oppure sul fascicolo sanitario elettronico.

«Il Covid – ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi – ha segnato una battuta d’arresto importante nel recupero della riscossione dei ticket. È un tema di cui siamo consapevoli e per questo abbiamo dato mandato alle Ausl di procedere coinvolgendo in primo luogo i cittadini: non si tratta, infatti, di una mera operazione di riscossione crediti, così come non tutti coloro che non hanno pagato lo hanno fatto in malafede- rimarca l’assessore-. Quella che è partito in questa settimana è un piano di recupero dei crediti che viene portato non contro gli assistiti, ma insieme a loro, per i quali abbiamo previsto la massima disponibilità e collaborazione. Nel segno dell’equità- conclude Fabi-, perché il contributo di ciascuno è un elemento di tenuta del nostro servizio sanitario. E’ un dovere comune per garantire il diritto universale alla salute e alla cura, valore fondante dell’Emilia-Romagna”.

Se l’ammontare dei ticket non pagati è passato dai 7.584.188,80 euro del 2020 ai 21.370.441,37 si deve al fatto che durante il periodo Covid l’invio dei solleciti ha subìto un significativo rallentamento e nelle fasi più critiche della pandemia è stato persino sospeso. Inoltre, un’alta percentuale di ticket non riscossi, soprattutto relativamente al Pronto Soccorso, è riferita a cittadini irreperibili che, una volta terminate le verifiche sull’anagrafica, diventano inesigibili. In Emilia Romagna le evasioni dal ticket erano 88.368 del 2020 e sono diventate 245.799 del 2024.

Secondo le nuove prescrizioni della Regione, le aziende sanitarie potranno inviare fino a due solleciti (Pec o raccomandata A/R) per i ticket non riscossi al 31 dicembre 2024. E procedere all’iscrizione a ruolo almeno per i crediti sorti nel 2022 e precedenti. Le operazioni di recupero dei ticket – dice la nota della Regione – saranno completate entro il 2026, mentre, nel frattempo, saranno attivate verifiche durante l’anno sullo stato dei recuperi, anche per i ticket del 2025.

E proprio dal gettito dei ticket – recuperi compresi – che la giunta regionale conta di ottenere una somma che porti ristoro alle casse della sanità emiliano-romagnola.

La norma del Ministero della Salute prevede una quota fissa di 25 euro per prestazioni di pronto soccorso non urgenti (codice bianco e verde) e non seguite da ricovero, salvo esenzioni per i minori di 14 anni.

Il ticket può salire fino a 50 euro o più in caso di prestazioni diagnostiche o ulteriori prestazioni collegate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA