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L’intervista

La morte di Laurentiu Gorea: «Era un ragazzo d’oro, straordinaria dedizione per il lavoro»

Daniele Montanari
La morte di Laurentiu Gorea: «Era un ragazzo d’oro, straordinaria dedizione per il lavoro»

Il 23enne morto annegato nelle acque del bacino delle Mondine dopo un tuffo a Ferragosto. Il ricordo del datore di lavoro Domenico Marino

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Modena «Non so come sia venuto in mente a quei ragazzi di tuffarsi in acque come quelle, così pericolose. Non riesco veramente a capire, non riesco...». Ha la voce rotta dall’emozione, Domenico Marino. È il titolare della Pavullo Trasporti, il datore di lavoro di Laurentiu Gorea. È appena rientrato dal bacino di Moglia dopo aver fatto il riconoscimento del cadavere del suo dipendente, a cui era molto legato. Nonostante lavorasse da poche settimane presso la piccola ditta di trasporti pavullese, si era fatto voler bene. E Marino appena ha saputo della tragedia è tornato con la famiglia dalle ferie a Salerno, per andare sul posto.
 



Come ha saputo?
«Mi ha chiamato sua madre alle 4 di notte del 16: i carabinieri erano appena andati a casa sua, facendole capire che ormai c’erano ben poche speranze di ritrovare suo figlio vivo. Abbiamo fatto subito le valigie: volevo andare sul posto, e starle vicino. È stato uno strazio vederla sabato pomeriggio seguire le ricerche, ancora incredula sull’accaduto. Era convinta che suo figlio potesse riemergere ancora vivo».
Deve essere stata dura anche per lei fare il riconoscimento ieri mattina...
«Sì, è stato tremendo. Dopo due giorni in acqua, in quelle condizioni, era già irriconoscibile. Dopo di me purtroppo ha dovuto vederlo anche sua madre, in ospedale».
Che ragazzo era?
«Un ragazzo veramente d’oro, e non è un modo di dire. L’avevamo in azienda da pochi mesi, ma si era dedicato al lavoro con una dedizione straordinaria. La mia è una piccola ditta di logistica, ed è fondamentale l’affiatamento sul lavoro. Con lui sono entrato subito in sintonia: mai una parola storta, tanto spirito di sacrificio. Era diventato uno di famiglia, ormai. Abitava a Modena, e veniva a lavorare a Pavullo, ma a volte gli portavo io il furgone a Modena per facilitarlo. Abbiamo fatto assieme anche un viaggio a Bruxelles a marzo, perché dovevamo fare un trasloco per un membro della Commissione Ue. Ci siamo liberati per il pomeriggio, e gli ho chiesto se gli sarebbe piaciuto vedere il Parlamento europeo. Siamo andati insieme, e lui si è emozionato tantissimo nell’essere nel cuore dell’Europa, lo vedevi negli occhi. Ecco, lui era questo».
L’ultima volta che vi siete visti?
«L’11 agosto, lunedì, a Pavullo prima delle ferie. Siamo andati a pranzo assieme, e ho preso anche i miei due figli. Questo per dire che rapporto c’era. I miei figli hanno quasi la sua età. E mi fa ancora più male pensare che lui adesso non c’è più».l Daniele Montanari © RIPRODUZIONE RISERVATA

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