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La morte del presentatore

Quella volta che Pippo Baudo ricevette il Tricolore. «Un gigante che sulla scena voleva decidere tutto»

Quella volta che Pippo Baudo ricevette il Tricolore. «Un gigante che sulla scena voleva decidere tutto»

Nel 1995 fi il mattatore di un evento benefico in sala del Tricolore. Roberto Meglioli: «Ho conosciuto poche persone musicalmente preparate come lui»

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Reggio Emilia Tra il teatro Valli, la casa di Orietta Berti a Cavriago, e la passerella di un concorso di Miss Italia che un anno si svolse proprio nella nostra città, la figura imponente di Pippo Baudo si è impossessata più volte della scena – questo lui ha fatto per decenni – anche a Reggio Emilia, da cui ricevette in dono persino una copia del Primo Tricolore.

Correva l’anno 1995 e Baudo fu il mattatore di un evento, sponsorizzato dal gruppo Sidis-Reggiana Alimentari, per raccogliere i fondi necessari all’acquisto di una nuova autoambulanza della Croce Rossa. Ad accogliere Baudo alla Sala degli specchi del Teatro Valli fu l’allora sindaca di Reggio Antonella Spaggiari, e con lei c’erano i vertici del gruppo Sidis, Tiziano Chiussi e Gian Lauro Rossi. Non era la prima volta che Baudo entrava al Valli: nel 1990, ad esempio, aveva accompagnato la moglie Katia Ricciarelli che interpretava Maria Stuarda, la celebre opera di Donizetti. Prima ancora, i reggiani più attempati si ricordano di un Pippo Baudo che presentò, proprio da Reggio Emilia, una edizione di Miss Italia, quella del 1978: cinque serate, culminate con la finale del 4 settembre e la vittoria della diciassettenne Cristina Loren Mai. Tra coloro che l’hanno visto da vicino c’è anche l’impresario di concerti e spettacoli, Roberto Meglioli, che anche nelle poche occasioni d’incontro che ha avuto con il Pippo nazionale, non ha dubbi a riconoscere di aver avuto a che fare con un autentico gigante. «Un vero gigante della televisione. I meriti che oggi gli vengono attribuiti sono tutti assolutamente meritati» dice senza giri di parole Meglioli, che con Baudo ha avuto occasione di collaborare in quanto promotore di alcuni artisti che poi erano ospiti di Baudo a Domenica In. «Ho conosciuto poche persone musicalmente preparate come Baudo. A Domenica In gli portai Tullio De Piscopo e, in un’altra occasione, Tony Esposito. Pippo era davvero preparatissimo e soprattutto era un primattore assoluto. Sulla scena voleva decidere tutto, interveniva sul lavoro di tutti gli altri che contribuivano con lui alla trasmissione. Voleva avere l’ultima parola su tutto, anche sulla più insignificante delle inquadrature. Fosse dipeso da lui, avrebbe fatto anche l’addetto al mixer. Questo suo modo di fare magari non lo rendeva simpatico, ma poi simpatico lo diventava, quando capivi che aveva avuto ragione lui, su tutto».l M.S. © RIPRODUZIONE RISERVATA