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Il centro storico deserto si trasforma in un’arena Pokemon

Alice Tintorri
Il centro storico deserto si trasforma in un’arena Pokemon

La caccia ha coinvolto circa 40 appassionati della community reggiana Pokemon Go: «Prossima tappa Amsterdam»

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Reggio Emilia C’è chi trascorre gli ultimi giorni di ferie sulla spiaggia, chi in montagna a respirare aria pulita. La città è ancora deserta: sono poche le persone sedute ai tavolini dei bar, o le famiglie coi bambini a giocare nei parchi della città.

A muoversi per le vie di Reggio Emilia, seguendo un itinerario criptico e preciso, ieri mattina, erano solo loro: i membri della community reggiana di Pokemon Go. A piedi, in bicicletta o in macchina, ma sempre con il cellulare tra le mani e lo sguardo attento, erano una quarantina i cacciatori di Pokemon che nella giornata di ieri hanno battuto strade, parchi e piazze della città per aggiudicarsi le creature immaginarie più rare all’interno del videogioco. All’apparenza potevano sembrare una comitiva in vacanza, un gruppo di turisti smarriti alla ricerca di un’attrazione da visitare sulle mappe del cellulare. Ma erano tutti di Reggio Emilia e la mappa che decifravano assorti era quella di un mondo parallelo sconosciuto ai più: quello dei Pokemon, il marchio giapponese creato nell’ormai lontano 1996 da Satoshi Tajiri.

«Pokemon Go è nato nel 2016 – spiegano i giocatori senza distogliere lo sguardo dallo schermo dello smartphone, su cui da un momento all’altro potrebbe apparire una creatura da catturare – è un videogioco che si basa sulla realtà aumentata. A Reggio Emilia, la fan base è molto forte: siamo quasi 300. Oggi (ieri, ndr) siamo qui per un evento locale: non ci conosciamo, ma scegliamo di giocare insieme, uniti dalla nostra passione comune. Siamo sempre in contatto attraverso il nostro gruppo telegram, ma è solo in queste occasioni che ci incontriamo dal vivo».

Dai festival globali ai city safari, dagli eventi locali agli appuntamenti organizzati dalle piccole grandi community, i giocatori le hanno pensate tutte per trasportare l’amata dimensione virtuale nel mondo reale.

Pokemon Go è in effetti «un videogioco rivoluzionario» per chi con Pikachu è cresciuto: i pokemon hanno fatto il loro ingresso nella vita reale, abbattendo ogni barriera e spingendo le persone a muoversi per davvero.

E sono proprio i pokemon il motore che ha spinto la fan base reggiana, composta da uomini e donne di qualsiasi età, a scendere in strada e a spostarsi, compatta e in silenzio, alla ricerca di quelle creature misteriose, visibili soltanto a loro. È grazie ai telefoni, su cui i loro sguardi sono posati con grandissima concentrazione, che riescono a vederli e – se dimostrano capacità – anche a catturarli: i Pokemon ieri mattina erano dappertutto, a differenza dei reggiani, in vacanza chissà dove.

«La prossima volta saremo ad Amsterdam: il 27 e il 28 settembre ci sarà un city safari: tutti gli appassionati di Pokemon si trovano lì per giocare insieme e sfidarsi».

Tra i quaranta cacciatori reggiani sono tanti quelli che sognano di prendere il volo per una sfida del genere, anche se soltanto pochi di loro raggiungeranno la capitale olandese per aggiudicarsi il Pokemon più raro. Agli altri, toccherà accontentarsi delle vie deserte di Reggio Emilia, che soltanto grazie a Pokemon Go riprendono vita.l




 

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