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Montedello: il fascino medievale tra selciati e la torre che resiste

Manuela Bigliardi
Montedello: il fascino medievale tra selciati e la torre che resiste

Ventasso: alla scoperta del borgo in pietra nel cuore dell’Appennino reggiano.

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Ventasso Montedello è un piccolo, suggestivo borgo in pietra che si trova poco dopo il comune di Ramiseto del Ventasso, dalla strada che porta al passo del Lagastrello, accanto alle sponde del fiume Enza. È uno dei più antichi e meglio conservati della Valle dei Cavalieri, e da qui passa anche il sentiero dei Ducati nella tappa che va da Vetto a Castegneto. Il sentiero dei ducati è un progetto promosso dal Cai ideato per ripercorrere a piedi o in bicicletta gli antichi confini Estensi tra i ducati che tra il cinquecento e l’ottocento governavano questo territorio.

La struttura del paese di Montedello, costruito su un crinale roccioso, è tipicamente difensiva, agevolata dal fatto che dal punto più alto del paese si trovano edifici che permettono di avere una visuale a 360 gradi sull’alta Val D’Enza, l'antica Valle dei Cavalieri. Dell’antico castello che proteggeva il borgo resta solo una torre, che sovrasta la mulattiera del paese. Passeggiando tra la quiete e l’armonia del selciato che scende tra le case in pietra, si possono ammirare antiche maestà di marmo di Carrara, archi, loggiati, corti, sottopassi, bifore e portali che mostrano inaspettati scorci di panorama mozzafiato. Di rilevante pregio la fontana in arenaria e l’oratorio del XVI secolo dedicato a Santa Lucia, patrono di Montedello; il portale d’entrata dell’oratorio reca l’incisione che evidenzia la data 1657. Alcuni portali in pietra riportano incisioni che li datano tra il XVI ed il XVIII secolo, e sono ritenuti tra i portali più pregevoli della montagna reggiana. Diversi edifici di questo affascinante borgo presentano un notevole interesse storico ed architettonico; spesso sono stati accuratamente ristrutturati e, in percentuale sempre maggiore, vengono tuttora abitati, vissuti e sottratti al progressivo recente abbandono dovuto al declino delle attività agricole rurali. Dal borgo, scendendo verso le sponde del fiume Enza si arriva all’agriturismo Antico Mulino di Montedello.

L’agriturismo
Laddove sorgeva il vecchio mulino del paese, da una decina d’anni Simone Ilariucci, insieme alla mamma Milva, propone i migliori piatti della tradizione emiliana con prodotti e materie prime di produzione propria o strettamente a chilometro zero, in un locale accogliente e luminoso, circondato da una vista emozionante. L’antico mulino di Montedello, che apparteneva alla famiglia Ilariucci, risale al 1866. Dopo che nel 1972 fu spostato a causa di un’alluvione, il vecchio mulino ha resistito in piena attività fino alla fine degli anni novanta. Dall’agriturismo si può ammirare l’Alpe di Succiso, Schia, il monte di Vairo e tutta l’alta Valdenza. Il ristorante, provvisto di parcheggio e spazio esterno per mangiare all’aperto in estate, è aperto dal martedì al venerdì su prenotazione, e sempre aperto sabato e domenica.

Il ponte
Proseguendo sulla strada verso Camporella si arriva al ponte di Montedello che dal 1967 è uno dei pochi collegamenti tra le province di Reggio Emilia e Parma della zona dell’alto Appennino. Il ponte di Montedello-Vaestano, che transitando sul fiume Enza mette in contatto Palanzano, in provincia di Parma, con l’area di Ramiseto, da tre anni è chiuso al traffico in attesa della messa in sicurezza.l © RIPRODUZIONE RISERVATA