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Le indagini

Trovata morta in casa a 48 anni: ora ci sono due indagati

Ambra Prati
Trovata morta in casa a 48 anni: ora ci sono due indagati

Castelnovo Monti: la morte della madre di due figli il 20 giugno scorso. Era operatrice socio-sanitaria nella casa residenza per anziani “Villa delle Ginestre”

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Castelnovo Monti Morte in conseguenza di altro delitto. È questa l’ipotesi accusatoria del fascicolo aperto dal pm Denise Panoutsopoulos sul decesso – avvenuto in circostanze misteriose – di Francesca Castagni, 48 anni. Sarebbero due i sospettati inscritti nel registro degli indagati. Il 20 giugno scorso Francesca Castagni è stata trovata senza vita nella sua abitazione di Castelnovo Monti, in via Enzo Ferrari, nel quartiere vicino alla piscina Onda della Pietra: il corpo era riverso sul pavimento, forse nel vano tentativo di chiedere aiuto.

Subito è scattato l’allarme alla centrale operativa del 118 ma, quando sul posto sono arrivati i sanitari e i carabinieri di Castelnovo Monti, era ormai troppo tardi: il medico legale non ha potuto far altro che constatare il decesso. La madre di due figli era operatrice socio-sanitaria nella casa residenza per anziani “Villa delle Ginestre” del capoluogo montano. L’improvvisa scomparsa ha gettato nel lutto due comunità: quella di Toano, paese natale della donna dove i Castagni sono una famiglia numerosa e stimata e dove il figlio è dipendente comunale, e Castelnovo Monti, dove la 48enne aveva tante amiche e colleghe che l’hanno ricordata come «una persona fantastica e solare».

Fin dall’inizio le persone vicine a Francesca Castagni hanno espresso dei dubbi su un decesso inspiegabile, chiedendo di fare chiarezza sull’accaduto. Nell’immediatezza è stata eseguita l’autopsia sul corpo della donna, che evidentemente ha fatto emergere elementi di riscontro rispetto alle testimonianze raccolte. L’11 agosto scorso si è svolto un accertamento tecnico irripetibile alla presenza degli esperti del Ris di Parma. L’indagine è in una fase alquanto preliminare e il riserbo degli inquirenti è massimo. Quel che trapela è che la Procura di Reggio Emilia, guidata da Calogero Gaetano Paci, sta svolgendo accertamenti sull’ipotesi di morte in conseguenza di altro delitto. Si tratta dell’articolo 586 del Codice Penale, che fa riferimento a quando un reato commesso intenzionalmente produce come conseguenza non voluta la morte o le lesioni di una persona; è necessario provare un nesso di causalità e una consapevolezza, anche potenziale, degli indagati, che sulla carta rischiano una pena più severa dell’omicidio colposo. Scavando nelle relazioni della 48enne, le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate su due persone, che si sono affidate ad avvocati diversi per dimostrare la propria estraneità.  © RIPRODUZIONE RISERVATA