Erik Toni, il nuovo Miramonti e quel legame speciale con la Reggiana. «Lo sport fattore di sviluppo per l’Appennino»
Il direttore dell’hotel: «Che soddisfazione aver riportato i granata a Toano»
Toano La scintilla è scattata quel giorno, in quella foto dei giocatori della Reggiana in posa sulla scalinata dell’albergo Miramonti a Toano. Accanto a Renato Ardiani e Mario Tavaglione spunta la chioma di un ragazzino poco più che dodicenne: Erik Toni. Oggi è un albergatore conosciuto in tutto l’Appennino ma non solo. «Mio padre faceva il camionista – racconta – e io ho frequentato la scuola alberghiera a Serramazzoni. Dopo il servizio militare ho avuto un’esperienza ai Pavoni a Reggiolo poi, a 22 anni, mi sono dedicato all’attività di famiglia. L’albergo l’ha costruito mio padre Giuseppe e mia madre Carla Paglia lo gestiva». Erik Toni, che rappresenta alla perfezione l’umanità e la familiarità dei toanesi, ha saputo conquistare una credibilità nel corso di anni di attività attraverso due concetti: professionalità e lungimiranza. «Occorre innovare e investire, a maggior ragione deve farlo chi ha un’attività in Appennino – spiega Erik – perché solo così possiamo essere attrattivi e sopravvivere. Fare l’albergatore a Toano o in altri Comuni della montagna è un’impresa perché i clienti te li devi andare a prendere, li devi conquistare, coccolare e mantenere». Erik è un direttore d’albergo che potrebbe essere proiettato al Gran Hotel a Monte Varlo oppure all’Hotel Plaza a New York per il suo stile e portamento: sempre impeccabile, attento a tutto, mai fermo. Ma poi c’è la persona, con la sua umanità e cordialità, con quel senso innato dell’ospitalità, che è dirompente. «Ho sempre ammirato il Trentino, con il suo stile e la capacità di attrarre i turisti, ma Toano è casa mia e il nostro Appennino ha un fascino speciale. Dico sempre: se lo scopri ti innamori per sempre». C’è un altro elemento, forse decisivo: le sue intuizioni di imprenditore. L’albergo Miramonti è uno dei migliori di tutto l’Appennino reggiano ma è soprattutto un punto di riferimento per i villeggianti e per le società sportive che vogliono fare il ritiro estivo a Toano. «Lo sport è trainante – sottolinea – perché oltre a darti lavoro è una grande vetrina. Ti consente di farti conoscere. Il ritiro della Reggiana a Toano ha consentito di far scoprire ai reggiani l’impiantistica di Cavola ma per ottenere questo attestato sono stati necessari sforzi economici, intuizione, lavoro, collaborazione e visione. Lo stesso ragionamento vale per il Giro d’Italia femminile o quello maschile che ci ha fatto conoscere a tutta l’Italia. Lo sport è la prima industria italiana per fatturato ma soprattutto è un veicolo di promozione unico. Noi siamo arrivati ad avere una copertura come soggiorno di quasi novanta giorni l’anno con squadre di calcio professionistico, club giovanili e società di pallavolo. Occorre, però, crederci e investire tutte le proprie risorse. Se aspettiamo con le braccia conserte che arrivino i villeggianti...è finita. Questo vale per il settore alberghiero come per tutte le attività del nostro Appennino perché fare impresa in montagna è più complicato. È tutto in salita. Nel mio settore, come in quello della ristorazione, bisogna pensare che non c’è solo l’estate ma occorre lavorare tutto l'anno, quindi avere attività, iniziative e promozione del territorio per dodici mesi all’anno. Non dico che dobbiamo raggiungere i livelli del Trentino perché da noi l’impiantistica per poter sciare è molto limitata ma dobbiamo rimboccarci le maniche. Bisogna cambiare mentalità: non dobbiamo aspettare l’estate ma essere attrattivi sempre. Prendiamo esempio dalla Romagna dove la stagione balneare, bene o male, è attiva da gennaio a dicembre». Non è il momento di tirare le somme anche se Erik ammette: «Siamo portati sempre a lamentarci e le critiche fanno parte anche della nostra volontà di migliorare ma il mio bilancio, personale e aziendale, è positivo. Questa attività alberghiera e di ristorazione nella mia Toano mi ha dato tanto in termini di rapporti, di amicizie e di conoscenze. Se avessi dieci alberghi come il Miramonti li riempirei tutti, però bisogna mettersi nella testa che c’è un segreto per avere successo: occorre una forte coesione tra strutture alberghiere, di ristorazione e impiantistica sportiva. Uno sviluppo che deve andare in parallelo, altrimenti ogni sforzo è inutile». Un altro tema d’attualità è la viabilità, da sempre deficitaria. «Noi a Toano possiamo dirci fortunati perché abbiamo a trenta minuti cittadine come Sassuolo, Castellarano e Scandiano ma le problematiche sono ben visibili. Dato che non si può stravolgere la viabilità dobbiamo cercare di mantenerla curata». Erik Toni ha dedicato la sua vita all’attività mettendo in secondo piano anche la vita privata. «Ho fatto molti sacrifici ma o li fai così oppure non vai avanti. Per questo, forse, in pochi si avvicinano a questa professione. Vivere accanto a me non è facile». Il rovescio della medaglia è che Erik è un personaggio conosciuto, non solo in tutto l’Appennino ma in tanti ambienti reggiani. «È vero, questa attività mi ha fatto conoscere tante persone, non solo nell’ambiente della Reggiana anche se da sempre io sono un tifoso granata. Diciamo che ho iniziato ai tempi di Giovanni Vandelli e oggi non solo ospito la Reggiana ma sono anche sponsor allo stadio. Quando i granata lasciano il Miramonti sono tristi. La partita allo stadio mi dà la giusta adrenalina e poi è come essere in piazza a Toano: conosco tutti. Durante la partita mi arrabbio ma non posso esternare i miei sentimenti, per rispetto. A fine partita mi lascio andare se il risultato positivo diversamente lascio lo stadio con le orecchie basse». La Reggiana è stata e sarà sempre importante per Erik: «Averla riportata a Toano è stata la mia più grande soddisfazione perché è servito per farci conoscere. Non potevamo essere da meno di Carpineti, Baiso, Castelnovo Monti, Villa Minozzo o Marola». L’ultima battuta di Erik Toni è per il sindaco Perugi: «Gli vorrei dire: caro Leonardo, so che metti la mia stessa passione nel tuo incarico da sindaco e ti auguro di raccogliere le soddisfazioni che meriti ma spero che portarà avanti i progetti che servono alla comunità di Toano per essere sempre di più un fiore all’occhiello del nostro appennino: in concreto, allargando il campo sportivo e provvedendo a un impianto di irrigazione automatico».
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