Il Comune di Bologna distribuisce gratis pipe per il crack: ecco perché
Scoppia il caso politico: Stefano Cavedagna di Fratelli d’Italia ha fatto denuncia, la Lega annuncia un esposto
Bologna Dalla polemica politica agli esposti ai carabinieri. Il giorno dopo l’annuncio del Comune di Bologna, dell’avvio della distribuzione gratuita di pipe per il consumo di crack tra i tossicodipendenti, si passa alle vie legali. A “dare il la” è Fratelli d’Italia, forte della spinta di Giorgia Meloni che proprio l’altro giorno ha fatto visita alla comunità di San Patrignano lanciando un messaggio chiaro «la droga fa schifo». L’europarlamentare di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna si è presentato ai carabinieri e annuncia «Assieme al senatore Marco Lisei abbiamo presentato denuncia contro i responsabili della decisione di distribuire pipe per il consumo di crack, chiedendo alle autorità competenti di intervenire senza esitazione per verificare le ipotesi di istigazione a delinquere e favoreggiamento dell'uso di sostanze stupefacenti - riferisce in una nota Cavedagna, ritraendosi in una foto social davanti a una stazione dei carabinieri - Abbiamo chiesto anche il sequestro preventivo degli strumenti per interrompere sul nascere l'ipotetica commissione dei reati», aggiunge il meloniano. «La salute e la sicurezza dei cittadini non possono essere sacrificate in nome di scelte ideologiche che, oltre a incentivare l'uso di droga- afferma Cavedagna- mettono a rischio i più fragili e complicano il lavoro delle forze dell'ordine».
Le ragioni del Comune
Il Comune di Bologna, giunta di centrosinistra, ha motivato la decisione con lo scopo di limitarne i danni e ridurne la dipendenza, in quanto ha spiegato l'assessore al Welfare del capoluogo emiliano, Matilde Madrid, dati scientifici alla mano: «le pipe sterili per il crack riduce riduzione le patologie secondarie collegate al consumo della sostanza, riduce il livello di consumo di sostanza, cioè le persone che usano la pipetta monouso e sterile, ne consumano di meno. - spiega - E, infine il terzo effetto positivo, le persone ad un certo punto hanno chiesto di essere aiutati ad uscire dalla dipendenza, e dunque essere accompagnati al servizio Sert che fa percorsi di recupero». Una scelta fortemente sostenuta dal parlamentare emiliano Pd Andrea De Maria «Quella assunta dal Comune è un'iniziativa volta ad aiutare l'uscita delle persone da una situazione di dipendenza, peraltro rispondendo a criteri riconosciuti dalla comunità scientifica. Penso che invece di fare queste polemiche inutili bisognerebbe unirsi per combattere il traffico di droga, combattere i trafficanti e sostenere con iniziative sociali come queste l'uscita delle persone dalla dipendenza». Gli fa eco l’ex sindaco Virginio Merola:«Si chiama riduzione del danno, se ne facciano una ragione. È prevista addirittura nei Livelli essenziali di assistenza del ministero della Salute. Ma questa destra preferisce abbaiare senza contenuti. Dire che il Comune incentiva la droga è falso e vergognoso. Aiutare a uscire dalla dipendenza significa anche ridurre la delinquenza. Bologna rimane una città do».
La reazione della destra
Parole che non convincono la capogruppo FdI in Regione Emilia-Romagna, Marta Evangelisti: «Le parole di De Maria - afferma - Sono gravissime e dimostrano fino a che punto la sinistra sia disposta a spingersi pur di giustificare l'ennesima follia ideologica del Comune di Bologna. Qui si legittima il consumo di crack».
Esposto in arrivo anche a firma Lega annuncia il consigliere comunale Matteo Di Benedetto: «presenteremo un esposto in Procura e al prefetto. Ho chiesto all'amministrazione gli estremi degli atti posti come fondamenta di queste scelte per indicare chiaramente le criticità da un punto di vista normativo e di diritto amministrativo». Aggiunge il leghista: "Vogliamo che il sindaco Matteo Lepore e la sua maggioranza facciano un passo indietro». Non attacca frontalmente il Comune, intanto, la consigliera regionale Valentina Castaldini di Fi. La forzista fa sapere di aver richiesto, la convocazione di un'udienza conoscitiva in commissione sul tema crack: "Si riaccendono i riflettori su un tema che troppe volte la politica ha dimenticato. Nell'udienza conoscitiva, quindi, ho chiesto di coinvolgere i direttori delle Ausl, i rappresentanti dei Comuni, le associazioni attive nella lotta contro la tossicodipendenza e i servizi che si occupano di consumo di sostanze e riduzione del danno», continua Castaldini: occorre capire «come affrontare adeguatamente anche questa emergenza sociale».l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
