La macelleria equina “Pignol” apre in centro storico a Reggio Emilia: «La crisi si combatte con la vivacità»
Ha inaugurato ieri, martedì 3 settembre, in via Ariosto 18, la storica attività già presente a Sant’Ilario, Cavriago e Quattro Castella
Reggio Emilia Si chiama "Pignol", in dialetto reggiano "pignolo, meticoloso", perché chi lavora la carne di cavallo deve essere attento al minimo dettaglio, senza trascurare nulla. Con la chiusura dello spazio in via della Croce Bianca, il centro era privo di macellerie equine; da ieri, invece, con l’inaugurazione ufficiale in via Ariosto, al numero civico 18, laddove prima c’era un forno, gli amanti della carne di cavallo in quartiere avranno il loro punto di riferimento. Si tratta della quarta sede della macelleria storica di Sant’Ilario, che poi ha aperto altri negozi a Cavriago e a Quattro Castella, per approdare adesso in via Ariosto, tra Porta Castello e Corso Garibaldi. Sarà aperta dalle 8 alle 13.
«Iniziamo con entusiasmo questa sfida - racconta il titolare Gianluca Neroni -. Siamo in totale sei persone e abbiamo deciso, appena ci sono state le opportunità, di rilevare in affitto questo spazio. Vendiamo solamente carne equina di tutti i generi, dalle polpette alla mortadella, dal salame al filetto. Non mancano uova, sughi e panini, per accompagnare il piatto e agevolare i clienti». La prima giornata è andata in archivio con grande soddisfazione, considerato il transito dalle parti di via Ariosto. La produzione della macelleria Pignol, di assoluta qualità grazie all’allevamento dei cavalli tenuti in un’azienda agricola di fiducia, è caratterizzata anche dall’amore per la nostra città, che si ritrova anche nei muri e nei grembiuli a tinte granata: «Siamo tifosi della Reggiana e abbiamo sistemato così lo spazio. Abbiamo deciso di appendere anche due quadri, per collegarci agli aspetti culturali della città».
In tema di città, la vera sfida della macelleria è quella di aprire un’attività in centro storico, in un momento in cui le difficoltà non mancano e dove la gente preferisce abbandonare. Neroni è convinto invece che solo ripopolando queste vie si può eliminare diffidenza e degrado: «Io sono di Quattro Castella ma Reggio è la nostra città, sentiamo un legame profondo ed ecco perché appena c’è stata la possibilità abbiamo aperto. La risposta del vicinato è stata ottima e solo così, con la vivacità e il passaggio delle persone, si combatte la crisi. Questo - conclude - non è un punto di arrivo ma di partenza».
