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Stop ai cellulari a scuola: «Anche durante l’intervallo, ma non ci saranno perquisizioni»

Luciano Salsi
Stop ai cellulari a scuola: «Anche durante l’intervallo, ma non ci saranno perquisizioni»

Reggio Emilia, da lunedì 15 settembre al via il divieto ministeriale, ma al Blaise Pascal li ritirano già da tre anni: «Gli stessi alunni li sorvegliano», racconta la dirigente Sonia Ruozzi

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Reggio Emilia Da lunedì 15, quando le aule saranno riaperte, agli studenti sarà proibito l’uso dei cellulari anche durante gli intervalli. Il divieto, sancito nelle scuole elementari e medie da una nota ministeriale del luglio 2024, alle superiori era imposto dalla prassi scolastica e dalla maggior parte dei regolamenti d’istituto, ma limitatamente ai periodi di lezione.

Nello scorso mese di giugno Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito, l’ha generalizzato e reso più stringente con una circolare che lo estende dalla prima all’ultima campanella, comprese le sospensioni dell’insegnamento. Ora la disposizione vale «anche per gli studenti del secondo ciclo di istruzione durante lo svolgimento dell’attività didattica e più in generale in orario scolastico». Essa, inoltre, inibisce l’ausilio della telefonia mobile al posto degli strumenti informatici in dotazione alle scuole. Le uniche eccezioni riguardano gli alunni disabili o con disturbi specifici dell’apprendimento, nonché quelli che possano dimostrare «motivate necessità personali».

Devono quindi essere definite le particolari modalità di applicazione del provvedimento, che la circolare affida all’autonomia dei singoli istituti. Perciò i dirigenti l’hanno inserita all’ordine del giorno dei primi collegi dei docenti del 2025-2026, che sono stati convocati all’inizio di questa settimana. Poi saranno coinvolti i consigli d’istituto, che includono le rappresentanze di insegnanti, genitori, studenti e personale non docente, a cui spetterà l’eventuale aggiornamento dei regolamenti per conformarli alla nuova normativa. Va da sé che gli studenti non possono essere obbligati a consegnare i propri smartphone e tanto meno sottoposti a perquisizioni. Basterà che li tengano spenti in una tasca o nello zaino. Tuttavia avranno la possibilità di lasciarli, all’inizio delle lezioni, in un contenitore di cartone o di plastica predisposto in ogni aula e di riprenderseli alla fine, secondo le esperienze compiute da tempo in alcune scuole della nostra città.

È il caso dell’istituto superiore Blaise Pascal, ancora noto come Bus: «Da tre anni - riferisce la dirigente Sonia Ruozzi - mettiamo a disposizione di ogni classe un raccoglitore con trenta spazi in cui riporre i cellulari durante le lezioni. È un sistema che funziona bene. Non si sono verificati furti, grazie alla sorveglianza degli stessi alunni e dei professori. Quelli dell’ultima ora controllano che nessuno dimentichi il dispositivo». Solamente nell’eventualità dell’uso improprio dello smartphone ne è previsto il sequestro da parte del personale scolastico, oltre ad una nota disciplinare accompagnata dall’invito ai genitori di venire a ritirare l’apparecchio al più presto. Adesso, però, si deve rispettare il divieto di usare i cellulari anche durante l’intervallo, quando si riduce sensibilmente la vigilanza a cui i docenti sono tenuti per tutto il tempo in cui i minorenni sono a scuola. «La situazione - ammette la dirigente - si complica, perché non siamo preparati ad assumerci la responsabilità di oggetti di valore».

«Il problema della loro custodia - conferma Rossella Crisafi, dirigente del liceo Ariosto-Spallanzani - deve essere risolto. Inoltre i cellulari non dovranno più essere impiegati per progetti didattici quali le verifiche Kahoot, che prevedono la somministrazione di quiz sugli argomenti spiegati nella stessa lezione. Peraltro la scuola dispone di tutta la strumentazione informatica necessaria per queste iniziative». Gli studenti non sono affatto entusiasti delle novità ministeriali: «L’anno scorso - spiega Rossella Crisafi - li abbiamo consultati con un questionario. Solamente il venticinque per cento s’è detto favorevole al divieto».

Intanto la proibizione rimane in vigore nelle scuole medie, dove la quasi totalità degli alunni possiede uno smartphone fin dalla classe prima: «Da noi - riporta Silvia Guglielmi, dirigente dell’istituto comprensivo Kennedy - gli insegnanti della prima ora raccolgono in ogni classe i cellulari e li ripongono in scatole che vengono chiuse in un armadio di sicurezza. Quelli dell’ultima ora li riconsegnano. Secondo il regolamento il divieto vale anche per le gite (che sono viaggi d’istruzione, ndr), ma in tali occasioni siamo più elastici». 

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