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La mobilitazione

Donne vittime di sessismo on line: da Reggio Emilia parte la difesa legale

Serena Arbizzi
Donne vittime di sessismo on line: da Reggio Emilia parte la difesa legale

L’annuncio durante la presentazione della prima Festa nazionale delle donne dem all’Iren Green Park

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Reggio Emilia Un gigantesco coro femminista, una vigorosa presa di posizione per non lasciare da sole, né emotivamente, né durante i procedimenti giudiziari, le donne vittime di insulti, offese e, più in generale, di comportamenti degradanti su siti in cui venivano pubblicate e scambiate, senza consenso, le immagini di tante di loro. Questo uno degli aspetti più forti della mobilitazione a favore delle donne che verrà rinvigorita ancora una volta a Reggio Emilia grazie alla prima festa nazionale delle donne democratiche "Libere. Unite. Ovunque. In Italia, in Europa e nel mondo" dal 10 al 14 settembre, all’Iren Green Park, nell’ambito della Festa nazionale dell’Unità.

L’appuntamento si compone di un ricco calendario di dibattiti, confronti e riflessioni su temi cruciali e bisogni concreti delle donne e delle ragazze ed è stato presentato dalla presidente nazionale della Conferenza delle donne democratiche Roberta Mori, con l’onorevole Ilenia Malavasi, la presidente regionale del Pd Laura Arduini e da Antonella Incerti, presidente provinciale delle donne dem, introdotte dal segretario provinciale Massimo Gazza. La festa rappresenta anche un impegno solenne a costruire un’agenda femminista che parli all’intera società. «Le donne hanno sempre dovuto fare i conti con isolamento, frammentazione tra lavoro e cura, invisibilità - rimarca Roberta Mori -. Per questo la libertà delle donne è misura di civiltà e democrazia e l’unità delle donne non è solo forza politica, ma anche l’antidoto alla solitudine ovunque nel mondo. Sappiamo bene che i grandi traguardi sono stati conquistati perché le donne si sono riconosciute tra loro, hanno costruito legami, movimenti, sorellanze. Ed è così, insieme, che hanno cambiato e continueranno a cambiare la società. Il nostro approccio è inclusivo: gli incontri non sono atti di accusa contro qualcuno o qualcosa».

La presidente Mori annuncia, inoltre, «la discesa in campo delle donne dem con un reclamo collettivo ad AgCom e al Garante della privacy» al fianco delle vittime al fianco delle vittime dei siti che hanno divulgato foto di donne, senza consenso, che sono state prese di mira e umiliate così pubblicamente: «Le azioni di risarcimento necessitano di molto sostegno di contenuti perché va provato l’impianto diffamatorio. Ci rivolgiamo al garante della privacy perché si è verificato l’utilizzo senza consenso di immagini manipolate oggetto di offese da parte di adulti che le hanno strumentalizzate. È necessario rafforzare la disciplina del diritto i campo digitale per bloccare l’uso improprio delle immagini e rimuovere i contenuti». L’onorevole Malavasi si è soffermata in modo approfondito su consultori e caregiver, tema quest’ultimo sempre più attuale a fronte «di 7 milioni di cittadini con più di 75 anni e 4 milioni in condizioni di non autosufficienza. La riforma del Governo precedente era molto innovativa: istituiva nelle case di comunità punti unici di accesso che sarebbero dovuti divenire un punto di riferimento unitario per chi ha necessità». Sono 8 milioni le persone «soprattutto donne, che accompagnano le persone con necessità. Abbiamo portato in sede nazionale il modello emiliano-romagnolo per avere una legge equa e inclusiva. Il diritto alla cura è sia di chi la presta sia di chi la riceve: serve una legge idonea per chi svolge questo lavoro prezioso».Incerti pone l’accento sull’attacco delle destre che «emerge proprio sul corpo delle donne», e Arduini sulla partecipazione dei giovani e su alcune parole chiave, come «ascolto, gentilezza ed empatia».