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Il caso

Scarcerato, picchia ancora la sorella: arrestato dopo una caccia all’uomo a Cadelbosco

Scarcerato, picchia ancora la sorella: arrestato dopo una caccia all’uomo a Cadelbosco

L’uomo, un 50enne, è stato trovato dai carabinieri a torso nudo sdraiato a terra in un viottolo del Begone, una stradina che costeggia la provinciale verso Santa Vittoria, e condotto in carcere

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Cadelbosco Sopra Era stato arrestato pochi giorni fa per aver maltrattato la sorella di 56 anni. Scarcerato con il divieto di avvicinarsi alla donna, è tornato da lei e l’ha aggredita di nuovo. Per questo un 50enne di Cadelbosco è stato nuovamente arrestato dai carabinieri al termine di una serrata caccia all’uomo.

Venerdì i militari hanno ricevuto la richiesta di intervento perché l’uomo stava picchiando la sorella. All’arrivo delle pattuglie, il 50enne è fuggito a torso nudo attraverso i campi. I carabinieri hanno informato subito la procura di Reggio Emilia, che ha richiesto e ottenuto dal Gip un aggravamento della misura cautelare. Considerato il pericolo per l’incolumità della vittima, è stata emessa rapidamente un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Sono quindi scattate le ricerche.

I carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Guastalla, insieme ai colleghi di Cadelbosco Sopra, hanno battuto le zone del paese fino a individuare il 50enne: era sdraiato a terra in un viottolo del Begone, una stradina che costeggia la provinciale verso Santa Vittoria. Bloccato e arrestato, è stato condotto in carcere. L’uomo era già stato arrestato il 1° settembre per un grave episodio di violenza in famiglia. In quell’occasione la sorella, rientrata a casa dopo alcune commissioni insieme alla madre, aveva chiamato il 112 dopo essere stata aggredita. I carabinieri, arrivati poco dopo, avevano trovato la donna in lacrime, con una tumefazione alla testa e diverse ecchimosi al braccio.

La vittima aveva raccontato che il fratello l’aveva insultata e colpita con calci e pugni, ferendola anche alla testa con un oggetto contundente, oltre a sottrarle il cellulare per impedirle di chiedere aiuto. Raggiunta un’amica, era riuscita a dare l’allarme. I militari avevano rintracciato l’uomo poco dopo: aveva ammesso le proprie responsabilità e in casa erano stati trovati cocci di vetro e il telefono sottratto alla sorella. Per questo motivo era scattato l’arresto. Scarcerato con il divieto di avvicinamento, ha violato la misura tornando nell’abitazione della sorella e aggredendola nuovamente. Ora si trova in carcere in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. 

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