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L’addio

Ventasso piange Giglia: aveva 108 anni

Ventasso piange Giglia: aveva 108 anni

Per Carolina Corsi una vita dedicata al lavoro di parrucchiera e alla famiglia

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Ventasso È morta, all’età di 108 anni, Carolina Corsi, da tutti conosciuta come “Giglia”.

Era una delle “nonne di Ligonchio”, come l’aveva affettuosamente chiamata, anche il sindaco Enrico Ferretti, nell’agosto del 2022, per i suoi 105 anni. Il funerale si è svolto venerdì mattina a Ligonchio. La Corsi aveva dedicato la vita al lavoro e alla famiglia. Aveva sempre svolto la professione di parrucchiera.

Era nata il 21 febbraio 1917 a Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia. Ma per molti anni ha vissuto a Ligonchio assistita dalla nuora Silvia Polacchioli e dalle nipoti Francesca e Annalisa Garbati. È Francesca a raccontare la sua storia, una vita fatta di tanti sacrifici e pesanti lutti, che ha attraversato anche gli anni tragici delle due guerre mondiali. Il nome Giglia viene da quello della balia che se ne prese cura fin da quando era piccolissima, aiutando la madre che era molto malata.

Il padre andò al fronte durante la prima guerra mondiale e tornò invalido. «In famiglia c’è anche un fratello, Renato, che muore giovane nel 1934 a causa di un’infezione al naso», racconta la nipote. «A sei anni, Carolina lascia il suo paese natale e si trasferisce con la famiglia a Marola, un piccolo borgo sulla strada per Portovenere – spiega Garbati –. A scuola frequenta classi separate per maschi e femmine e impara una poesia che ricorda e recita fino agli ultimi giorni della sua vita, probabilmente scritta dal suo maestro». Corsi inizia a lavorare nel 1934 e non smette mai fino agli anni ’70, dedicandosi alla professione di parrucchiera. Nello stesso anno si sposa. Resterà vedova nel 1950 con il figlio Alberto di pochi anni. «Gli anni della seconda guerra mondiale restano nella memoria di Carolina – scrive la nipote – come un tempo di dolore, con i coprifuoco, i bombardamenti, le sirene e le fughe nei rifugi insufficientemente attrezzati. Ricorda anche le difficoltà a lavorare dovute alla mancanza di luce in negozio». Negli anni ’70 il figlio si sposa con una ligonchiese. Carolina inizia a frequentare la montagna, affascinata dai paesaggi e dai ricordi delle villeggiature da bambina ad Acquabona con la nonna. Poi, negli ultimi anni, va a vivere con la nuora «trovando conforto in una serenità conquistata dopo una vita intensa e ricca di impegni». © RIPRODUZIONE RISERVATA