A Reggio in oltre tremila sfilano per Gaza al grido di «stop a riarmo e barbarie»
Piazza piena al corteo organizzato dalla Cgil. Landini: «Non è una guerra, è uno sterminio. Non ci si abitui a questi orrori»
Reggio Emilia Palestina libera. Questo grido si è alzato forte e chiaro dal centro storico di Reggio Emilia, dove oltre 3mila persone si sono ritrovate, ieri pomeriggio, per dire: “Fermiamo la barbarie”. Un appello che vuole risuonare in tutto il mondo e sensibilizzare le coscienze alla mobilitazione e all’esercizio della democrazia. Il corteo è iniziato in via Roma, davanti alla sede della Cgil, promotrice del la mobilitazione alla quale hanno aderito svariate sigle (vedi box in alto a destra), ed è culminato in piazza Martiri del 7 Luglio, dove ha preso la parola il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, introdotto dalla presidente di Emergency, Rossella Miccio, tra bandiere della Palestina e della pace. In prima fila al corteo, il segretario provinciale della Cgil Cristian Sesena, il sindaco Marco Massari e il presidente della Provincia Giorgio Zanni, con Landini. «Mentre noi siamo qui in piazza in quasi tutte le città d’Italia ci sono manifestazioni che hanno calamitato tante persone. Che si scenda in piazza per dire no alla guerra e sì ai diritti è un punto fondamentale: l’unico modo per difendere la democrazia è quello di praticarla, da soli non si va da nessuna parte», esordisce il segretario della Cgil. «Una situazione così complicata come quella attuale io non l'ho mai vissuta - continua Landini -. Quando le cose sono difficili ho imparato a diffidare di chi pensa di avere la soluzione a tutti i problemi. Sono stati anni complicati. Siamo passati dal Covid e qui abbiamo un sindaco che ha vissuto da medico quella situazione. Quelli sono stati mesi complicati in cui ci interrogavamo per salvare le persone. Il Governo di Netanyahu non è solo criminale, ma fascista e sta mettendo in discussione la democrazia nel mondo. Per fortuna tanti israeliano stanno manifestando contro questo Governo. Dico queste parole anche per chi continua a morire a Kiev. Non accettiamo, poi, che siano state adottate sanzioni contro il Governo russo e non contro quello israeliano. Non ci possono essere due pesi e due misure. Se c'è stata una persona che ha denunciato cosa succede mentre gli altri che facevano finta di niente è stato Papa Bergoglio. E la Cgil - attacca Landini - quando ha visto navi cariche di armi nel Mediterraneo ha chiesto di fermare quel processo irreversibile. Oggi siamo di fronte a una corsa al riarmo senza precedenti. L’Italia e l’Europa non possono continuare a subire le scelte di Trump. C'è bisogno di un nuovo ordine mondiale incentrato sulla pace, sui diritti e sul lavoro». Landini si sofferma anche sull’Intelligenza artificiale: «Il nuovo oro sono dati e informazioni. Il contenuto della guerra è realizzato con l’Intelligenza artificiale e i droni. I più ricchi usano i nostri dati. Si pone il punto di un rilancio della democrazia. Chi tiene in piedi il pianeta sono le persone che lavorano e la loro capacità di decidere. La battaglia per la pace non è da fare solo perché siamo pacifisti, ma occorre lottare per un altro modello sociale e di sviluppo». Landini e la Cgil sostengono Global Sumud Flotilla, le navi cariche di aiuti per la popolazione di Gaza. «I rischi ci sono: uno dei ministri israeliani ha già dichiarato che considera chi porta aiuti terroristi. Questo anticipa il fatto che potrebbe arrestarli e sequestrarli. Il Governo si attivi per la loro incolumità e liberi gli aiuti», prosegue Landini. Il segretario della Cgil annuncia poi che quello di ieri è solo «l'inizio di un percorso di manifestazioni. Siamo pronti a mettere in campo ogni strumento necessario per dire di no alla guerra. Dobbiamo avere il coraggio di fermare la spesa al riarmo che sta aumentando in Italia e in Europa».
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