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Il furto

Razziati 15 computer al Canossa, il dirigente scolastico Cottafavi: «Rubare a scuola è una ferita per la collettività»

Nicolò Valli
Razziati 15 computer al Canossa, il dirigente scolastico Cottafavi: «Rubare a scuola è una ferita per la collettività»

Il danno si aggira intorno ai 10mila euro

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Reggio Emilia Ci avevano provato prima al Bus e poi al Secchi, fallendo il colpo pur riuscendo ad accedere all’interno. Evidentemente, però, rubare non era così invitante o forse era complicato. Hanno così pensato di riprovarci al Matilde di Canossa, l’istituto che fa parte del Polo scolastico. I ladri che venerdì sera, intorno alle 21, sono riusciti a entrare al Canossa, si sono portati via quindici computer che appartenevano alla scuola. Un furto di notevole proporzioni e che i malviventi sono riusciti a portare a termine, forzando uno degli ingressi d’emergenza per accedere all’interno dell’istituto. Un furto che arriva, tra l’altro, a poco più di una settimana dalla ripresa delle lezioni, con la campanella che a Reggio tornerà a suonare lunedì 15 settembre. Una volta dentro la scuola, hanno pensato bene di spaccare la porta del Ced, il centro elaborazione dati, portandosi a casa una quindicina di pc portatili. Uno di loro, però, si è ferito lasciando a terra delle tracce di sangue. Elementi preziosi per la polizia Scientifica che ieri mattina è intervenuta in via Makallè e che sta ora eseguendo le analisi del caso. Alla questura reggiana sono state consegnate anche le telecamere di sicurezza che potranno essere utili ai fini delle indagini, per riuscire a stabilire i responsabili del reato. Amareggiato e deluso il preside del Canossa, Daniele Cottafavi: «Siamo dispiaciuti, per il danno ingente, che si aggira sui diecimila euro, e per il luogo in cui questo furto è stato fatto – dice–. Sappiamo bene che non è la prima volta e che questa gente non si ferma davanti a niente, ma rubare in un luogo pubblico come una scuola è una ferita per la collettività. Sarebbe stato lo stesso in un ospedale o in un altro spazio utilizzato dai reggiani». Il dirigente scolastico racconta poi come il Canossa si è accorto del furto: «Venerdì sera l’allarme è suonato e la guardia giurata si è recata subito sul posto, ma non è stato trovato niente di anomalo. La porta divelta, infatti, si trova lateralmente e a volte anche l’allarme suona per errore. Stamattina (ieri, ndr)però, quando il tecnico di laboratorio è entrato al Ced, si è accorto che mancavano i pc. Si tratta di computer che fortunatamente non servono all’attività ordinaria, che non subirà dunque alcuna modifica sostanziale. Sono mezzi informatici che sono stati utilizzati per l’esame di maturità e che possono servire in caso di guasto o malfunzionamento di altri pc durante l’anno scolastico. Provvederemo a riacquistarne di altri nelle prossime settimane». Il Polo Scolastico di via Makallè raggruppa diversi istituti e ha ampie vie di fuga. È possibile, considerato anche il peso dei computer, che qualche complice abbia aspettato i malviventi con l’auto nel parcheggio esterno, o invece i ladri potrebbero essere scappati a piedi facendo perdere velocemente le proprie tracce. Sui responsabili, il preside del Matilde di Canossa rimane molto vago, lasciando che siano le forze dell’ordine a stabilire la colpevolezza: «Potrebbe essere stato chiunque–conclude Cottafavi –. Cerchiamo comunque di non abbatterci e di accogliere gli studenti come sempre al meglio per il via delle lezioni».

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