Gazzetta di Reggio

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Il lutto

Addio al gallerista Sergio Negri, il più grande esperto di Antonio Ligabue

Serena Arbizzi
Addio al gallerista Sergio Negri, il più grande esperto di Antonio Ligabue

Aveva 92 anni. Una passione per il pittore reggiano che coltivò fin dalla tenera età, quando da bambino incontrò l’artista con il nonno Arnaldo Negri, allora podestà (sindaco) di Gualtieri. Domani i funerali

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Guastalla La sua expertise e l’accompagnatoria del figlio Francesco garantiscono che, quella che si ha di fronte, sia un’opera originale di Antonio Ligabue. Ed era universalmente riconosciuto come il più grande esperto del geniale artista di Gualtieri. Nella tarda serata di sabato, all’ospedale di Guastalla, è deceduto a 92 anni Sergio Negri, il più grande esperto di Antonio Ligabue. Una passione, questa, che Sergio coltivò fin dalla tenera età, quando da bambino incontrò l’artista con il nonno Arnaldo Negri, allora podestà (sindaco) di Gualtieri. Un ruolo, quello di podestà, da cui Arnaldo si dimise quando la situazione iniziò a degenerare. Arnaldo era anche un giardiniere e Ligabue gli chiese se poteva dormire o dipingere nelle serre riscaldate.

«La vita professionale di mio padre è stata dedicata a Ligabue - ricorda il figlio Francesco, che raccoglie le redini della galleria dopo 40 anni accanto al padre -. Di aneddoti ce ne sarebbero a centinaia, da raccontare. Mio padre divenne maestro d’arte dopo gli studi, che all’epoca duravano otto anni, all’istituto Paolo Toschi di Parma. Poi aprì una galleria a Guastalla, nel 1960». Da questa scelta si evince la natura visionaria di Sergio Negri: aprire una galleria a Guastalla nel 1960, quando c’erano altre priorità, significava nutrire una profonda motivazione. La galleria si chiamava "Casa d’arte Negri" e dall’inizio è stata incentrata su Ligabue, che chiese di dipingere nel retrobottega, tra il 1960 e il ’62, finché nell’ultimo periodo non iniziò a sentirsi male.

«La cosa eccezionale e più importante che mio padre ha portato a termine, e anche io con lui, è l’autenticazione dell’opera di Ligabue - aggiunge Francesco -. Mio padre iniziò con le prime autentiche quando Ligabue era ancora in vita. I collezionisti, che sapevano delle capacità e della vicinanza all’artista di mio padre, lo definiscono il maggiore esperto della sua arte. Sottolineo che non è che mio padre si sia arrogato il diritto di espletare le autentiche di Ligabue, ma sono stati gli altri a riporre fiducia in lui. E posso affermare che grazie al lavoro di mio padre, Ligabue ha un mercato non inquinato da falsi. Nelle opere, se non ci sono l’expertise di mio padre e la mia accompagnatoria, il quadro non è nemmeno messo in vendita. È il frutto di tante lotte, contro falsari e malintenzionati. Mio padre ha subito minacce, tentativi di corruzione, ma non ha mai ceduto a compromessi ed è considerato l’unico vero esperto di Ligabue. Mio padre mi ha insegnato tutto in questi 40 anni e mi ha dato gli strumenti per continuare».

Dopo la mostra alla galleria La Barcaccia di Roma la fama di Ligabue divenne internazionale. «Si mosse un grande interesse del mercato - ricorda Francesco -. Tutti gli industriali dell’epoca chiedevano i quadri a Ligabue. Una mattina, mentre stava dipingendo si presentò un personaggio per commissionare un’opera in due ore, quando solitamente serviva di più. A Ligabue bisognava parlare a distanza e gli si dava del "voi", come lui dava del "voi" a tutti, anche ai bambini. Lui rispose di sì a quella richiesta. Mio padre si avvicinò, non troppo, e gli chiese: "Antonio, come fate a creare un dipinto in così poco?". Lui disse in dialetto: "Non avete visto che faccia ha lui lì? Non capisce niente...". E gli fece un quadro di repertorio».

I Negri sono arrivati a circa 970 quadri di Ligabue come stima. «La produzione pittorica definitiva è di circa mille dipinti, quindi ci siamo quasi», specifica Francesco Negri che anticipa: «Finiremo il secondo volume del catalogo generale con tutte le opere autenticate in questi anni». Sergio lascia oltre a Francesco, i figli Vincenzo e Marco, la moglie Carla, le nuore Sonia, Francesca e Serena, i nipoti, il cognato Giorgio. Il funerale, curato da Veronesi e Pederzoli, avrà luogo domani, martedì 9 settembre, alle 14.30 dalle camere ardenti dell’ospedale di Guastalla per la chiesa di Sant’Andrea a Gualtieri. Stasera alle 20 rosario alla chiesa della Concezione a Gualtieri.