Rubiera, il “noto soggetto” crea ancora disordini. Il sindaco: «Lo Stato esegua le espulsioni»
L’appello del primo cittadino dopo gli ultimi due episodi che hanno visto protagonista il 24enne marocchino: «I Ministeri facciano il loro mestiere»
Rubiera Il "noto soggetto" di Rubiera, come è conosciuto il marocchino di 24 anni con problemi di dipendenze e già colpito da decreto di espulsione, continua a creare disordini e allarme sociale. Una cittadina ha segnalato sui social gli ultimi due episodi: il lancio di bottiglie nella notte di venerdì (al quale ha risposto un gruppo di ragazzi che si è messo a inseguirlo con esiti che non sono noti) e nuove intemperanze quella successiva, con intervento dei carabinieri e di un’ambulanza.
Per i cittadini è difficile comprendere perché non si riesca a intervenire in modo definitivo. Anche il sindaco Emanuele Cavallaro, che da mesi segue la vicenda e ha fatto tutto quello che è di sua competenza, ha lanciato un nuovo appello. «Se in uno Stato di diritto il questore emette un motivato provvedimento di espulsione, nel rispetto dei termini di legge, con ampia possibilità di presentare ricorso, poi questo va eseguito - ha scritto Cavallaro in risposta alla denuncia social di una cittadina che raccontava le nuove gesta del giovane - Se c’è un problema diplomatico con i paesi d’origine, che si tramuta in problemi burocratici, bisogna che i Ministeri competenti si attrezzino e facciano il loro mestiere. Questo significa far rispettare le leggi, che in ogni caso in questo campo credo vadano ampiamente migliorate. Sennò significa lasciar sole le comunità e chi lavora sul campo. Roma è lontana». La risposta del sindaco è dunque un appello allo Stato affinché garantisca l’esecuzione delle espulsioni. Il protrarsi della situazione, con una persona fuori controllo da mesi e ancora sul territorio nonostante il decreto di espulsione, alimenta insicurezza e mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.