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Famiglia reggiana apre la propria casa a Herman, 18enne fuggito dal Camerun: «Il suo futuro sarebbe stata la strada»

Serena Arbizzi
Famiglia reggiana apre la propria casa a Herman, 18enne fuggito dal Camerun: «Il suo futuro sarebbe stata la strada»

Arrivato in barca, ha vissuto in una comunità fino alla maggiore età: «Mi piacerebbe diventare un meccanico. Il mio sogno: studiare per lavorare alla Ferrari»

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Reggio Emilia «Quando ho conosciuta le storie di tante persone salvate dalla strada dall’associazione “La Nuova Luce”, ho chiesto alla presidente, Maria Diletto, di indicarmi qualcuno che avesse bisogno. E così abbiamo spalancato la porta di casa a Herman, un buon ragazzo originario del Camerun che ha appena compiuto 18 anni e sarebbe finito in strada una volta divenuto maggiorenne». Giusy Caprari è un’amministratrice di condominio e ha sempre cercato di aiutare gli altri. Lo ha fatto anche accogliendo Herman Nzuguem, scappato dal suo Paese d’origine, il Camerun, e arrivato in Italia nel 2023.

Herman è stato ospite di una comunità fino ai 18 anni, compiuti lo scorso agosto, poi sarebbe finito in strada o alla stazione. «Ho una casa abbastanza grande per ospitarlo e gli ho ricavato uno spazio - spiega Giusy -. Poi, quando si sarà sistemato, lo aiuteremo a cercare un lavoro. Ci stiamo mobilitando anche per questo. È ancora un ragazzino, scappato da solo dalla difficile situazione del Camerun, senza aiuti tranne gli educatori. Ha una nonna molto anziana e una sorella che abitano in un villaggio. Ha perso entrambi i genitori. È fuggito in cerca di un futuro: meritava un aiuto per poterlo conquistare». Herman ama la meccanica «e ha fatto una formazione di sei mesi in questo settore - aggiunge Giusy -. Abbiamo attivato le procedure per trovare lavoro e ho dichiarato in questura di averlo preso in casa».

Anche il marito di Giusy e i due figli adolescenti hanno accolto di buon grado Herman. «La mia famiglia ha largamente supportato la scelta di accogliere Herman. C’è collaborazione fra loro - rimarca Giusy -. I miei figli giocano insieme a lui alla Xbox, cucinano e si scambiano consigli su tanti aspetti legati alla quotidianità. Herman è educato e si è ambientato bene». Giusy per lavoro entra in contatto con tanti anziani soli e potrebbe scaturire una proposta in collegamento con chi necessita ed è meritevole di accoglienza. «Con le dovute garanzie li potrebbero accogliere volentieri in casa, questi ragazzi», conferma Giusy. E alla famiglia che lo ha accolto Herman esprime tutta la propria gratitudine.

«Sono fuggito su una barca: non avevo pace al mio Paese qui ho trovato la pace, mi sento sereno - racconta il 18enne -. Sono arrivato qui nel luglio 2023. Quando avevo 14 anni sono entrato in Nigeria per scappare: lì ho incontrato altri più grandi di me con cui ho viaggiato». Herman ha un sogno nel cassetto: «Mi piacerebbe diventare un meccanico. Ho una grandissima passione per le macchine, mi piacerebbe studiare per lavorare alla Ferrari, un giorno... Chissà...». Herman è anche un grande tifoso dell’Inter e un giorno gli piacerebbe assistere a una partita. «Eto'o giocava nell’Inter e come me è del Camerun: mi sono rivisto tanto in lui. Mi ha fatto amare la squadra». «Ringrazio lo Stato per avermi dato un tetto per dormire quando sono arrivato, ma dopo i 18 anni finito tutto - conclude Herman -. Ci ritroviamo allo sbando. Sia che tu sia bravo sia che tu non lo sia. Dove dobbiamo andare? Non è una bella cosa. I minorenni non possono lavorare, almeno dovrebbero avere il tempo di creare un proprio percorso». l

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