È morto a 91 anni Brenno Sidoli: da ragazzo salvò un pilota americano dai nazisti
Albinea: nel 1945 aiutò il militare a uscire dall’abitacolo del cacciabombardiere atterrato in emergenza nei campi
Albinea Il mondo sportivo, e non solo, di Albinea perde una colonna. Nella giornata di mercoledì è morto a 91 anni Brenno Sidoli, uno dei soci storici del Circolo Tennis di Albinea – nato quando il campo si trovava accanto all’attuale municipio – e tra i fondatori della nuova e attivissima realtà di via Grandi. Albinetano purosangue, nato il 6 agosto 1934 a Montericco Basso in una famiglia povera e numerosa, Sidoli era una delle figure più note del paese, ricordato anche per aver salvato un pilota statunitense poco prima della fine della Seconda guerra mondiale. Ultimo di cinque figli, perse presto il padre, birocciaio, e con i fratelli si ingegnò per aiutare la madre a tirare avanti.
Nel 1945, quando aveva 12 anni, la guerra finì. Sidoli fu testimone diretto di quei momenti, come l’arrivo ad Albinea dei carri armati e dei mezzi con a bordo le truppe brasiliane, il 24 aprile 1945. Due giorni prima, insieme a un amico, aveva soccorso un aviatore americano. Il 22 aprile un cacciabombardiere P-47 “Thunderbolt” era atterrato di emergenza nei campi lungo il rio Lavezza, alle porte del paese. Sidoli accorse sul posto e aiutò il pilota a uscire dall’abitacolo in tempo, prima che venisse catturato dai tedeschi e dai fascisti. Una volta in salvo, il militare riuscì a nascondersi nella boscaglia, a trovare riparo in una casa colonica e infine a unirsi a un gruppo di partigiani. Superati gli anni difficili, nel 1965 Sidoli, 31enne, sposò Maria Laura Iori. Il prossimo 24 ottobre la coppia avrebbe festeggiato i 60 anni di matrimonio e i 70 di fidanzamento, insieme alla figlia Alessandra. Dopo aver lasciato Montericco Basso per trasferirsi alle Botteghe, dove ha vissuto fino alla fine, Sidoli lavorò fino alla pensione per la Iati, azienda che operava in appalto per la Sip nella riparazione delle linee telefoniche.
«Era una persona generosa e un grande sportivo: amava lo sci, il calcio, ma soprattutto la bicicletta e il tennis. Per incontrarlo, fino a poco tempo fa, bastava andare al circolo di via Grandi. Fino a qualche anno fa lo si poteva ancora vedere in sella alla sua bici o alla guida dell’auto», lo ricorda l’amministrazione comunale esprimendo le condoglianze alla famiglia. «Mi chiedeva ancora se avessi bisogno di essere accompagnata ovunque dovessi andare – racconta la figlia Alessandra – e ogni mattina mi raccomandava di non arrivare in ritardo al lavoro. Ho tantissimi ricordi belli di noi insieme e rimarranno con me per sempre». L’ultimo ricordo collettivo è di poche settimane fa: il 26 agosto Sidoli si era affacciato dalla sua finestra per salutare la folla riunita in piazza a Botteghe per commemorare i cinque disertori tedeschi fucilati per aver passato informazioni ai partigiani. Il funerale si svolgerà oggi in forma privata. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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