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Il caso

Urtata da un’auto in strada, cade e finisce all’ospedale: multata

Serena Arbizzi
Urtata da un’auto in strada, cade e finisce all’ospedale: multata

Scoppia il caso a Pieve di Guastalla, ma il comandante della polizia locale spiega: «Spingeva il carrello del supermercato al centro della strada, dal lato sbagliato: c’è corresponsabilità»

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Guastalla È rimasta ferita dopo un incidente stradale, in seguito al quale ha dovuto fare ricorso alle cure dell’ospedale. E dopo qualche settimana, oltre al danno arriva anche la beffa: una sanzione da 35 euro per occupazione non corretta della strada. Sta suscitando una vivace discussione il caso di una donna di 60 anni che il 2 luglio, su via San Cristoforo, a Pieve, stava conducendo un carrello, che utilizza per fare la spesa nel vicino supermercato. È passata un’auto, che ha urtato il grande carrello e la donna è finita rovinosamente a terra, riportando una seria ferita alla testa.

Ora, la 60enne sta bene, è tornata a casa dall’ospedale «ed è seguita da due signore sia durante il giorno che la notte - racconta un vicino -. Sono stato a casa sua a farle visita. La cosa che più mi disturba è che abbia patito un verbale, seppur modesto di 35 euro per occupazione non corretta della strada», La 60enne «percorre sempre lo stesso tragitto, vale a dire da casa sua al supermercato. Conduce il carrello sino a casa di traverso perché si trova meglio in quel modo. La conosciamo tutti e quella via è stretta. Perché, oltre ad aver subito un atterramento proprio sulla nuca, aver distrutto gli occhiali da vista deve patire anche un verbale?».

Il comandante della Polizia locale dell’Unione della Bassa reggiana, Francesco Crudo, interpellato dalla Gazzetta, spiega, forte di una vasta esperienza in materia di incidenti stradali, come si procede in questi casi, in cui la questione di opportunità, o di buon senso, non può prevalere in alcun modo sulla legge. «La signora stava spingendo un carrello da supermercato - spiega il comandante - Secondo quanto ricostruito dalla Polizia locale anche grazie a una testimone, la signora era per strada e spingeva questo carrello. È sopraggiunta l’auto che ha urtato lievemente il carrello e la signora è caduta». Alla 60enne «è stata contestata la posizione scorretta come pedone: era al centro della carreggiata, non al margine e nemmeno dal lato giusto - prosegue il comandante Crudo -. È un tratto di strada senza marciapiede e bisogna impegnare la corsia opposta di marcia per essere più visibili. La signora ha riportato lesioni importanti e occorre essere precisi nel ricostruire quanto accaduto. Oltre alla responsabilità amministrativa e assicurativa, quando ci sono lesioni importanti esiste anche una responsabilità penale. C’è una corresponsabilità del pedone che non era dove avrebbe dovuto, ma si trovava in una brutta posizione. L’urto tra il veicolo e il carrello è avvenuto a bassa velocità tanto che il veicolo non ha danni rilevanti. Ma la prognosi era importante. Si tratta di un fatto insolito, perché il carrello non dovrebbe circolare per strada. Ci troviamo di fronte a una prognosi seria: questa non può essere considerata una questione di opportunità. È sulla base delle circostanze individuate, oltre che naturalmente, sulla base del proprio convincimento che il magistrato andrà a giudicare. L’auto non si è fermata in tempo e la signora non doveva essere lì con un carrello. Per rilevare le responsabilità e attribuirle a ciascuno, occorre mettere nero su bianco cosa ha sbagliato l’uno e l’altro. Questa la logica dietro gli incidenti stradali». Il comandante annota come sia «stata constatata anche la violazione al veicolo, dal momento che anche in quel caso è stata riscontrata una responsabilità». l © RIPRODUZIONE RISERVATA