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Collari per tutti i dipendenti Urp: è la nuova misura anti-aggressioni

Alice Tintorri
Collari per tutti i dipendenti Urp: è la nuova misura anti-aggressioni

Reggio Emilia: la misura dopo che a giugno un uomo per due volte ha minacciato di sfondare la porta. A ottobre tornano gli orari fissi e arriva un nuovo sistema di sicurezza

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Reggio Emilia Con l’inizio di ottobre, l’Ufficio relazioni con il pubblico del Comune si appresta a riaprire. Il ritorno agli orari fissi porta con sé un’importante novità: tutti i dipendenti dell’Urp indosseranno il collare. Quella confermata ufficialmente nella giornata di ieri è una decisione certamente insolita, ma altrettanto importante: l’oggetto che porteranno al collo gli addetti ai lavori, infatti, potrebbe rivelarsi decisivo in caso di aggressione.

È stato proprio un episodio violento, infatti, a rendere necessaria la limitazione degli orari di lavoro dell’ufficio di via Farini, aperto durante l’estate soltanto su appuntamento. Lo stesso episodio violento è all’origine delle precauzioni che entreranno in vigore a partire dal mese prossimo: telecamera di videosorveglianza puntata sull’ingresso dell’Urp, nuovo impianto di allarme antintrusione e collari contro le aggressioni per tutti i lavoratori dell’Ufficio.

Il precedente

Ma riavvolgiamo il nastro. Risale allo scorso 26 giugno, l’urlo che ha squarciato una mattinata tranquilla e ordinaria del centro storico di Reggio, gettando nel terrore i dipendenti, oggi armati di collare. «Domani torno qui e sfondo la porta» aveva gridato un uomo in forte stato di alterazione, inveendo proprio contro i lavoratori e gli utenti, barricatisi dentro l’ufficio di via Farini. Tra caos, minacce e insulti, ovviamente, l’episodio ha attirato l’attenzione dei clienti dei bar e delle attività commerciali della zona, che hanno poi descritto il soggetto in questione come un uomo di origine straniera con atteggiamenti molto aggressivi e violenti. Tra grida e terrore, quella mattina di giugno, è stato necessario l’intervento della polizia locale, giunta tempestivamente sul posto. Una volta arrivati, gli agenti hanno tentato di calmarlo e così facendo sono rimasti davanti all’ufficio comunale per un’ora buona, fin quando è arrivata l’ambulanza, che ha caricato l’uomo e l’ha portato via. Ristabiliti gli equilibri e la tranquillità, la Reggio del centro storico è tornata a passeggiare serenamente per via Farini. Ma l’uomo, non contento e non in condizioni migliori di quelle in cui aveva fatto la sua apparizione in mattinata, è riapparso all’Urp. Mancavano soltanto pochi minuti alla chiusura di una giornata già difficile per i dipendenti comunali e, a quanto raccontato dai curiosi lì presenti, sarebbe stata avanzata dal soggetto la pretesa di fermarsi a dormire all’interno dei locali dell’ufficio. Una domanda che non poteva che ricevere un “no” come risposta. Ma l’uomo evidentemente si aspettava un trattamento diverso: ha iniziato a dare in escadescenze peggio di quanto già avvenuto poche ore prima.

Le urla hanno attirato ancora di più l’attenzione, via Farini è diventata il palcoscenico di una scena violenta dietro l’altra: «Domani torno e questa porta la sfondo a calci». Un’altra promessa che, fortunatamente, oggi possiamo dire non essere stata mantenuta. La situazione, però, è peggiorata di minuto in minuto, finché non si è reso nuovamente necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Questa volta oltre alla polizia locale sono arrivati anche i carabinieri, che hanno bloccato l’uomo e ristabilito la calma. Il 26 giugno ha però rappresentato un capitolo buio della storia dell’Urp, che da quel giorno ha ricevuto soltanto su appuntamento. Nel frattempo, la macchina organizzativa per rendere l’ufficio un luogo di lavoro sicuro non ha smesso di funzionare. Arriviamo, dunque, ai collari anti-aggressione dei dipendenti: dalla riapertura, indossando l’accessorio, i dipendenti potranno chiamare agilmente la polizia. Basterà un clic sul collare, forse, per essere più sereni sul posto di lavoro. l © RIPRODUZIONE RISERVATA