Trasporto pubblico, lunedì lo sciopero dei lavoratori Seta: servizio a rischio per tutto il giorno
Le astensioni sono previste in due fasce orarie: al mattino, dalle ore 9 alle 13, e nel pomeriggio, dalle 15. 30 fino a fine servizio
Reggio Emilia Un’altra giornata di forte disagio si profila per i pendolari reggiani. Lunedì 22 settembre, infatti, il servizio di trasporto pubblico locale sarà a rischio di interruzione quasi totale. I sindacati Usb e Or.s.a. Trasporti hanno proclamato una serie di scioperi, incrociando le braccia per protestare contro le condizioni lavorative in Seta, ma anche per ragioni che superano i confini aziendali, arrivando a toccare temi di politica estera e nazionale. A Reggio Emilia, il servizio urbano ed extraurbano sarà a rischio per quasi l’intera giornata.
Le astensioni sono previste in due fasce orarie: al mattino, dalle ore 9 alle 13, e nel pomeriggio, dalle 15. 30 fino a fine servizio. La protesta è frutto di una doppia mobilitazione. La segreteria regionale di Usb ha indetto uno sciopero aziendale di 24 ore, mentre la segreteria di Or.s.a. Trasporti ha proclamato un’astensione di 4 ore. Entrambe le sigle hanno inoltre aderito a uno sciopero generale nazionale, indetto anche da Cub e Sgb. Le motivazioni dello sciopero aziendale di Usb si concentrano su una serie di criticità: si chiede un’armonizzazione dei contratti per superare gli accordi che, a detta del sindacato, avrebbero peggiorato le condizioni lavorative. Al centro delle richieste c’è anche una migliore gestione dei turni, con un preavviso di almeno 48 ore per quelli “a disposizione”, e la garanzia di almeno un fine settimana di riposo al mese per il personale. Tra i punti salienti anche un adeguamento economico, con l’aumento delle indennità filoviaria e autosnodati, di quella domenicale e dei compensi per i turni spezzati. Or.s.a. Trasporti, con il suo sciopero di 4 ore, spinge su richieste simili, puntando l’attenzione su aspetti economici come il raddoppio dei Ticket Restaurant per i turni più lunghi e un aumento delle indennità per l’utilizzo di filobus e autosnodati. Le sigle, inoltre, protestano contro la guerra, con un esplicito riferimento alla situazione in Palestina, chiedendo la rottura delle relazioni diplomatiche con Israele: «Si sollecita inoltre il governo a intervenire sulle condizioni economiche dei lavoratori, con forti aumenti dei salari e l’introduzione di un salario minimo», si legge nella nota. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
