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Gaza, l’appello dei pediatri reggiani: «I bambini sono le prime vittime: basta stragi»

Gaza, l’appello dei pediatri reggiani: «I bambini sono le prime vittime: basta stragi»

La Fimp di Reggio Emilia: «Chiediamo che si faccia di tutto per far arrivare aiuti alle popolazioni ormai decimate»

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Reggio Emilia «Da vari mesi tutti sentiamo un senso di dolore, di impotenza e di frustrazione per quanto sta avvenendo a Gaza: si vuole distruggere un popolo in modo ormai chiaramente solo pretestuale. Centinaia di migliaia di uomini, donne, vecchi, inabili, bambini sono in fuga dalla morte, ma senza sapere dove andare e perseguitati dalla carenza alimentare, privi di qualsiasi tipo di assistenza. Anche se con meno clamore, la stessa cosa sta avvenendo in Ucraina, nel Sud-Sudan e in numerose altre guerre in diverse parti del mondo. In queste situazioni disperate e disperanti, i più indifesi sono sempre i bambini, morti per guerra, fame, freddo, malattie senza speranza di qualsiasi assistenza. Chi sopravvive rimarrà segnato per tutta la vita da queste terribili esperienze. Odio e violenza faranno nascere altro odio e violenza per decenni. Come diceva papa Francesco: “la guerra è sempre una sconfitta  per tutti, sempre”». A intervenire con un comunicato è la Federazione italiana medici pediatri sezione FIMP della provincia di Reggio Emilia.


«Come pediatri ci sentiamo di esprimere la più profonda e decisa condanna di quanti continuano a perpetrare questa violenza, da qualsiasi parte provenga. Ci sentiamo difensori di tutti i bambini del mondo e di tutte le etnie. Le guerre non le fanno I bambini, ma questi

sono i primi ad esserne vittime assolutamente incolpevoli. Chiediamo a tutti i governanti che facciano veramente tutto il possibile perché queste stragi abbiano fine! Chiediamo che si faccia di tutto per far arrivare aiuti a quelle popolazioni ormai decimate! Chiediamo che ciascuno di noi si renda conto di quanto sta avvenendo e che aiuti concretamente quelle poche associazioni, istituzioni, volontari, che ancora operano sul posto, prendendosi cura dei più indifesi, a rischio della propria vita! Occorre fare il possibile perché quei pochi segni di speranza per il futuro, per un nuovo inizio di concordia, possano mantenersi in vita, come il seme sotto al terreno attende la primavera per germogliare – vanno avanti – I pediatri di famiglia della provincia di Reggio Emilia, nei giorni prossimi, provvederanno a versare un congruo aiuto economico a due associazioni umanitarie che ancora operano a Gaza, per mantenere in vita semi di speranza».