Odore di gas e panico in casa: «Così il finto tecnico ci ha rubato i gioielli di una vita»
Campegine: le vittime sono una coppia di anziani: «Ho sempre pensato che a noi non sarebbe capitato. Invece è successo proprio a casa nostra»
Campegine «Ho sentito diverse volte in televisione di questo tipo di truffatori e ho sempre pensato che a noi non sarebbe capitato. Invece è successo proprio a casa nostra. Ci siamo caduti a piedi pari». Così una pensionata di 76 anni, residente a Campegine insieme al marito di 80 anni, racconta la disavventura capitata. «Erano le 10.30 ed eravamo in casa entrambi quando ha suonato il campanello quello che sembrava un tecnico Ireti. Ci ha detto di essere venuto per annotare i numeri dell’acqua. Mio marito lo ha fatto accomodare in garage, dove si trova il contatore d’acqua, l’unico situato dentro l’abitazione», dice la signora. «Appena ha aperto l’acqua abbiamo sentito un odore molto forte e strano, come di metano: prendeva alla gola e faceva venire la tosse. Deve aver spruzzato uno spray, il bruciore in gola lo avvertiamo ancora».
Il finto tecnico ha iniziato a urlare: «C’è una perdita di gas, è pericoloso, molto pericoloso». Poi ha tirato fuori il telefono. «Parlava di continuo al cellulare con un altro, che non abbiamo visto ma doveva essere nascosto nei paraggi. Il truffatore ha cominciato a fare avanti e indietro, allarmato, e da quel momento non abbiamo capito più niente e abbiamo ubbidito ai suoi ordini. Nel mezzo del parapiglia è arrivato il “consiglio” ai coniugi di raccogliere tutto l’oro che avevano in casa, metterlo in un sacchetto e riporlo in frigorifero, con la scusa che altrimenti sarebbe diventato nero. «Mentre mio marito restava con quell’uomo, io sono andata al piano di sopra a prendere tutti i gioielli nascosti, compresi ricordi di mia suocera: un sacchetto piuttosto consistente. Quella persona ci ha fatto togliere anche tutto l’oro che avevamo addosso: la mia catena d’oro al collo. Non ho tolto la fede perché era stretta e non usciva, si è salvata solo quella».
Una volta riposto il sacchetto in frigo, il sedicente tecnico ha mandato fuori i coniugi. «State qui fuori, ora mandiamo una sonda, è pericoloso stare qui: potrebbe scoppiare. Noi siamo andati nel retro del cortile: e lì, mentre aspettavamo, ci è venuto il dubbio». Ormai però era troppo tardi. «Quando abbiamo fatto il giro della nostra casa e ci siamo accorti che la porta d’ingresso era aperta (io l’avevo chiusa), siamo entrati e siamo andati dritti al frigo, che era spalancato: l’oro era sparito». «Ci ha lasciato il salame...», ironizza il marito. «Il tutto è durato meno di un quarto d’ora. Non abbiamo visto uscire né il finto tecnico né il complice, senza dubbio nascosto nei paraggi con un’auto». Il valore del bottino è ingente, ma ancor più elevato è il valore affettivo. «Cinque anelli, diverse collane, orecchini antichi e due bracciali. Uno dei due bracciali, che avevo fatto valutare l’anno scorso, vale duemila euro: era un regalo che mio marito mi aveva fatto quando eravamo fidanzati - prosegue la signora - E pensare che lo prendevo sempre con me quando uscivo perché ci tenevo». Il malvivente è stato descritto come sui 50 anni, con i baffi, italiano ma non reggiano («faticava a capire il dialetto»), vestito di blu scuro con un cappellino e una targhetta «che non abbiamo controllato». La coppia ha chiamato i carabinieri di Castelnovo Sotto, ma al loro arrivo i truffatori seriali si erano dileguati. «Siamo molto amareggiati», concludono i coniugi. © RIPRODUZIONE RISERVATA
