Lotta al degrado, “adottate” dai cittadini anche le fioriere di piazza Roversi
Reggio Emilia: sempre più residenti e negozianti coinvolti dal progetto che sta facendo rifiorire diversi vasi in centro città
Reggio Emilia Un gesto d’amore che ha già iniziato a dare i suoi frutti punteggiando di rosso il prezioso punto del centro storico in cui sono stati piantati, sopravvivendo al weekend, il momento più critico. Fanno a gara a innaffiare le fioriere che hanno adottato le cinque realtà composte da cittadini volenterosi in piazza Roversi e gli oleandri, dopo pochi giorni, e acqua in copiosa quantità, sono già sbocciati e fanno bella mostra di sè, accogliendo chi fa il proprio ingresso – o chi esce – dal cuore della città. Si è conclusa da poco l’operazione “Adotta le fioriere” anche in piazzale Roversi: l’intervento è stato completato con, appunto, quattro oleandri rossi e il recupero in vaso della lagestroemia che sarà posizionata nella distesa del bar Mascotte, una volta che le sue condizioni saranno ripristinate.
Quest’operazione è stata autogestita in tutte le fasi. Le fioriere in questo punto del centro sono state adottate da: bar Mascotte di Fabio Prati, B&B Anna&Ricca di Marcella Mastropietro, RP Houses di Roberta Panciroli, Paola Ligabue e, infine, da Maria Mondelli. «Speriamo di vederli presto fiorire sempre più di rosso e di aiutarli a resistere all’inverno padano - commenta Marcella Mastropietro, del B&B Anna&Ricca -. E che oltre ad accrescere l’armonia della nostra piazza questi siano per tutti un invito alla cura e un segnale per la sicurezza degli ingressi stradali e delle distese». «Siamo molto orgogliosi di quest’iniziativa - prosegue Mastropietro -. Era ormai da un paio d’anni che le fioriere erano vuote e ci trasmettevano molta tristezza. Poi, come gruppo di cittadini e di attività, ma mosse soprattutto dallo spirito del cittadino, abbiamo deciso di adottarle. Abbiamo pensato a lungo al modo giusto per scegliere queste piante in questa esposizione che sta alla randa del sole, come diciamo a Reggio, e abbiamo scelto questa pianta per la sua capacità di adattarsi, di resistere e testimoniare una speranza. Al tempo stesso, è anche una pianta tossica e questo significa che richiede attenzione. Sono bastati pochi giorni d’acqua - facciamo a gara a innaffiare - e sono già fiorite. Il primo weekend è già passato benissimo e siamo riusciti a tenerle protette. Speriamo che continui così e che il nostro amore venga trasmesso anche ad altri». Marcella puntualizza, inoltre, che, pur amando tanto le fioriere “adottate”, «non possiamo fare la pulizia. Deve pensarci il servizio pubblico che: d’altra parte, passa ogni mattina a ripulire. Il problema più grosso si verifica nel fine settimana, ma sono già sopravvissute al primo...».
Il progetto
Da qualche settimana, è nato il progetto fioriere che coinvolge cittadini che si sono resi disponibili ad adottarle, in collaborazione con l’amministrazione comunale. Nel progetto sono convolti anche i gruppi del Controllo di vicinato, ma a prendersi cura delle fioriere comunali sono anche alcuni negozianti. Le fiorire sono state acquistate e collocate alcuni anni fa dall’amministrazione comunale, come oggetti di arredo urbano e di abbellimento della città che incrementa la presenza del verde in centro, utili anche come mezzo di dissuasione contro la sosta abusiva. Ma spesso le piante a dimora devono fare i conti con deliberati danneggiamenti e con chi utilizza le fioriere come cestino dei rifiuti, abbandonandovi cartacce e mozziconi di sigarette che nella pacciamatura danneggiano le essenze fino a farle morire.
Da qui nasce la sinergia tra uffici comunali e cittadini volenterosi. Le prime fioriere a fiore sono state quelle di via Vittorio Veneto, via Guido da Castello, via Emilia San Pietro. Ora si aggiunge piazza Roversi, ma hanno trovato adozione anche quelle tra via Secchi e via Spallanzani, in via San Carlo.
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