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Il caso

Ruba un apparecchio all’Amplifon: arrestato e subito scarcerato, ha sulle spalle 57 segnalazioni per furto

Ruba un apparecchio all’Amplifon: arrestato e subito scarcerato, ha sulle spalle 57 segnalazioni per furto

Reggio Emilia: prima ha rubato una bicicletta, poi la spaccata. Non trovando denaro ha preso ciò che ha trovato

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Reggio Emilia «Quel malvivente prima è venuto a rubare nello stabile al pomeriggio, poi è tornato la sera facendo grossi danni. Il bello è che il ladro è rimasto ad armeggiare per mezz’ora, ben visibile da viale Piave dove passavano le auto, nell’indifferenza generale: nessuno ha allertato le forze dell’ordine». A parlare è Cristian Borghi, titolare dell’Amplifon di viale Piave, dove nella notte tra giovedì e ieri un ladro è stato catturato venti minuti dopo in via Lama Golese con il bottino: un apparecchio acustico da duemila euro. I carabinieri della Sezione Radiomobile hanno arrestato per furto aggravato (dalla violenza sulle cose) Youssef Boumhi, 28 anni marocchino, residente a Fiorano Modenese  ma di fatto senzatetto, con regolare permesso di soggiorno.

Comparso davanti al giudice ieri mattina per l’udienza di convalida, l’uomo, difeso d’ufficio dall’avvocato Gisella Mesoraca, è stato scarcerato con il divieto di dimora a Reggio Emilia. Alle spalle ha 57 segnalazioni per furto. L’antefatto della spaccata notturna risale al pomeriggio quando, complici alcuni lavori in corso, gli operai hanno lasciato aperta la porta d’ingresso. Il ladro si è introdotto negli uffici della Sara Assicurazioni Spa frugando dappertutto, senza trovare denaro: così se n’è andato in sella alla bicicletta, lasciata nell’androne, del proprietario dell’edificio. La sera alle 21. 47, mentre Borghi si trovava a Milano, è scattato l’allarme collegato con il suo cellulare. «Per verificare che non fosse un falso allarme, ho attivato la piccola telecamera interna e ho visto che c’era qualcuno dentro il negozio: ho allertato il 112, sono stati velocissimi». Per prima è arrivata sul posto la polizia, poi i carabinieri. Mentre un complice (sfuggito alla cattura) faceva da “palo”, il ladro arrivato sulla bici rubata prima ha scagliato un tombino contro una vetrata, ma il vetro antisfondamento ha resistito; quindi ha forzato una finestra basculante della facciata. Una volta all’interno si è diretto subito verso il registratore di cassa, trovandolo vuoto perché «dal primo giugno, nelle nostre sedi di viale Piave e via Martiri della Bettola, siamo passati ai pagamenti elettronici cashless: non c’è contante», spiega Borghi.

Allora ha arraffato un apparecchio acustico del valore di duemila euro e un computer, dedicato all’assistenza degli impianti cocleari, che non è stato recuperato. A quel punto, però, lo stabile è circondato e il ladro in trappola. «Per assicurarsi la fuga, l’uomo ha scagliato un estintore contro la finestra del bagno fuggendo dal retro che dà sulla ferrovia». I carabinieri, riconoscendo i vestiti indossati nel filmato della telecamera interna, lo hanno bloccato in via Lama Golese: in tasca aveva l’apparecchio. «Tra l’altro inservibile, è un trial usato solo per fare test sui prodotti: non avrebbe potuto rivenderlo – prosegue il titolare – Ora dovrò sostituire due vetrate antisfondamento ben più costose». Ieri mattina Borghi si è recato a sporgere denuncia, portando le registrazioni della videosorveglianza. «I carabinieri mi hanno detto che l’arrestato è una persona nota, che vive di spaccate». E pensare che l’Amplifon si era trasferita sulla circonvallazione nell’aprile scorso perché nella precedente sede di via Pansa si erano registrati troppo atti vandalici. «Difatti va meglio: è il primo furto». © RIPRODUZIONE RISERVATA