Autobus pieni per il nuovo polo di via Rosselli: «Gli studenti restano a piedi». Scattano le proteste
Reggio Emilia: sotto accusa la Linea 22 che porta allo Zanelli. La replica di Seta: «Stiamo monitorando»
Reggio Emilia Chi ha un figlio iscritto in una delle scuole del nuovo polo di via Fratelli Rosselli lo sa: arrivarci in autobus è un’odissea che si ripete anno dopo anno senza cambiamenti. Le prime due settimane dal suono della prima campanella non hanno segnato alcun cambio di passo né lasciato spazio alle speranze dei genitori, eliminando ogni vana illusione su un possibile miglioramento delle linee dedicate al trasporto pubblico. Da quindici giorni sono diversi, circa 15 al giorno, i giovani reggiani costretti a cercare mezzi alternativi per raggiungere le aule, dove nel frattempo le lezioni iniziano senza di loro e i professori segnano il ritardo sul diario. Il motivo? La linea 22, che ogni giorno collega l’autostazione con il polo Zanelli, si arresta per la sua seconda tappa alla fermata di Sant’Anselmo, senza però far salire nessuno. È completamento saturo. Non solo non c’è un posto: a mancare è proprio lo spazio fisico per far entrare sul mezzo un altro studente.
L’autobus parte con le portiere ancora aperte, le persone stipate all’interno bloccano l’uscita: sul ciglio della strada sono 15 ogni giorno i ragazzi che vedono il mezzo sfilargli davanti, senza poter salire. La scuola però è diritto e al tempo stesso dovere: così alle 7. 30 agli studenti respinti dagli autisti schiacciati da decine di giovani accalcati l’uno sull’altro, tocca rimboccarsi le maniche per cercare una soluzione e finalmente raggiungere la scuola. In una mano l’abbonamento già pagato ma inutilizzabile da ormai più di due settimane, nell’altra il telefono cellulare, per chiamare i genitori e chiedergli un passaggio. Genitori, o chi per loro, già in auto in direzione lavoro, costretti, se possibile, a fare marcia indietro. Ma percorrere la strada a ritroso, nel bel mezzo del traffico delle mattine reggiane, non è sempre fattibile – sarebbe assurdo pensarlo – e i ragazzi, in coda alla fermata di Sant’Anselmo, sono costretti a saltare la giornata di scuola. Non raggiungono l’edificio in tempo, perché l’autobus è già pieno dopo le precedenti soste e quindi, con la coda fra le gambe e il biglietto già pagato in mano, tornano indietro. Non sono mancate le segnalazioni e ricorsi a Seta da parte delle famiglie, che non hanno però mai ricevuto risposta diretta. «Stiamo monitorando puntualmente il servizio per verificare l’adeguatezza della programmazione rispetto ai carichi reali registrati in questi primi giorni di lezione. Dai controlli è emerso che alcuni mezzi in servizio nelle linee dirette al Polo Rosselli sono talvolta prossimi a raggiungere la capienza massima consentita – spiegano da Seta – La situazione è sicuramente complessa e necessita di un costante monitoraggio: per questo il nostro personale proseguirà anche nei prossimi giorni nel controllo delle corse, nonché delle fermate interessate, per ottimizzare la distribuzione dei carichi e rendere più confortevole il viaggio dei ragazzi. A tale scopo, stiamo valutando di impiegare mezzi a maggiore capienza per evitare i disagi citati, al contempo chiediamo anche agli utenti di collaborare con il nostro personale e seguirne le indicazioni per occupare correttamente tutti i posti disponibili sui mezzi». l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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