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Il caso

«Dietro front sul nuovo impianto: alla Gresmalt 67 lavoratori a rischio»

«Dietro front sul nuovo impianto: alla Gresmalt 67 lavoratori a rischio»

Viano, la preoccupazione del sindacato: «Disatteso l’accordo di luglio». Si tratta di un progetto da 70 milioni di euro

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Viano C’è preoccupazione tra i 67 lavoratori del Gruppo ceramico Gresmalt. Questo dopo che l’azienda ha annunciato di volere sospendere, a data da destinarsi, la realizzazione del nuovo stabilimento produttivo all’ “ex Eiffel Gres” a Viano: i lavoratori attualmente sono in cassa integrazione in virtù di un accordo che prevedeva proprio il nuovo polo produttivo. A riferirlo sono Filctem Cgil e Rsu. L’assemblea dei lavoratori si è riunita il 25 settembre e ha espresso «forte preoccupazione per la decisione aziendale». L’investimento ha un valore complessivo di 70 milioni di euro.

L’accordo, siglato il 9 luglio scorso, prevedeva, a fronte di tale investimento, l’applicazione della Cig straordinaria e, da un lato, la riconversione dell’attuale stabilimento vianese di via Feleghetti a polo logistico e, dall’altro, la realizzazione del nuovo stabilimento in via Gargola. Ma l’azienda ha comunicato ora il suo dietro front, motivandolo, spiega il sindacato, con le incertezze legate ai piani di decarbonizzazione previsti con il Green Deal europeo e il rischio che il nuovo sito risulti obsoleto. «Non abbiamo nascosto all’azienda il nostro stupore e disappunto – dichiarano Rsu e Filctem Cgil Reggio Emilia – visto che tali rischi e incertezze già note da anni nel panorama industriale, non sono mai state oggetto nemmeno in fase di esame congiunto con la Regione Emilia Romagna, di alcuna preoccupazione manifestata ai rappresentanti sindacali in riferimento a possibili o eventuali ripensamenti. Sappiamo bene che qualsiasi investimento viene studiato e valutato con largo anticipo nei minimi dettagli e perciò questo stop improvviso non può che allarmarci». L’azienda rassicura sulla piena salvaguardia occupazionale dei 67 lavoratori ora in Cig. Ma l’investimento è invocato da anni e c’è timore per il futuro. Se non attuato, sostengono lavoratori e sindacato, «avrà un impatto economico e di tenuta sociale negativo in un territorio già molto fragile». l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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