Il padre di Abdul in lacrime: «Mio figlio un ragazzo buono: non sapevo fosse al fiume»
Il 13enne è annegato nel Secchia dopo un tuffo con gli amici. Il genitore ha assistito alle ricerche: «Ho sperato fino all’ultimo»
Castellarano «Mio figlio era un ragazzo intelligente, tranquillo e pacato. Aiutava sempre in casa, aveva tanti amici». Poche parole, ma un dolore profondissimo, impossibile da rimarginare. Abdoulaye Songne, padre di Abdul, è stato allertato ieri, poco dopo le 15.30. È a quell’ora che sono partite le ricerche a Castellarano. Songne ha quindi raggiunto l’argine del fiume Secchia, proprio nel punto in cui poche ore prima i ragazzi avevano lasciato le biciclette per immergersi.
Il racconto
Il suo è stato un pomeriggio di preghiere disperate per il figlio, ogni minuti che passava la speranza si faceva sempre più vana. Fino al ritrovamento del corpo senza vita. La notizia gli è stata comunicata le forze dalle forze dell’ordine. «Era arrivato qui in Italia nel 2021 – continua il padre –, Abdul era un bravo ragazzo. Aiutava sempre in casa, aveva imparato bene l’italiano, a scuola andava bene. Aveva un buon carattere, molto tranquillo. Lui non usciva spesso, aveva cominciato a incontrarsi con gli amici da poco, da quest’estate. Amava fare sport, ogni tanto giocava a calcio, era molto attivo. Dopo scuola si era trovato con alcuni amici per fare un giro in bicicletta, io non sapevo che fosse andato a fare il bagno nel fiume. Poi mi hanno chiamato, ho sperato fino all’ultimo».
La disperazione
Il padre, sulla sponda del Secchia, dopo la tragica notizia, è accerchiato da amici e parenti che si stringono forte a quel profondo dolore. C’è lo zio di Abdul, i cugini, e tanti amici della famiglia. La notizia nella comunità burkinabé dell’area sassolese circola veloce, sono sempre più le persone che accorrono sulla sponda, dove poche ore prima i quattro ragazzi avevano ignorato i cartelli di allerta del divieto di balneazione. Hanno tutti lo sguardo perso nel vuoto, per un dramma difficile da spiegare. «È terribile. Purtroppo siamo arrivati quando ormai non c’era più nulla da fare. Era un ragazzo fantastico: qui ad esempio – ricorda Songne, mostrandoci alcune foto loro, momenti di convivialità in famiglia, volti tutti sorridenti – eravamo insieme, felici, per la Festa dell’Agnello. Pensare che fino a stamattina eravamo insieme mi spezza il cuore». La madre del giovane si trova ancora in Burkina Faso ed è stata avvisata nelle ore successive del terribile lutto. I due fratelli, invece, vivono con il padre. È tutta la comunità fioranese a piangere la morte del 13enne, compresi gli studenti le scuole medie Leonardo Da Vinci che Abdul frequentava. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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