Cucine e stufe collegate con tubi in plastica e carta stagnola: scoperto condominio pericoloso
Blitz della polizia locale a Campagnola Emilia: all’interno della camera da letto non erano presenti punti di areazione
Campagnola Una cucina e stufa a legna in funzione, senza marca e senza alcun tipo di certificazione, posizionata all’interno della camera da letto collegata con una presunta canna fumaria condominiale attraverso tubi in plastica uniti tra loro con carta stagnola e filo di ferro. All’interno della camera da letto non erano presenti punti di areazione per la sicurezza delle persone residenti, tra i quali anche alcuni minori. È quanto ha scoperto nei giorni scorsi la polizia locale dell’Unione Comuni pianura reggiana, durante mirati controlli, in un appartamento al primo piano di un condominio nei pressi del centro storico, già oggetto di segnalazioni per varie irregolarità.
Nello stesso condominio sono emerse altre situazioni analoghe, che creavano estremo pericolo per i residenti. In un secondo appartamento, sempre al primo piano dello stesso immobile, infatti è stata accertata la presenza di un’altra stufa in funzione, stavolta all’interno del soggiorno, e collegata sempre alla presunta canna fumaria condominiale (che non offre dunque nessuna garanzia di sicurezza), attraverso tubi in plastica. Anche qui non erano presenti punti di areazione. In un terzo appartamento, al secondo piano del medesimo condominio, è stata accertata la presenza di una stufa a pellet in funzione, anch’essa all’interno del soggiorno e collegata alla stessa canna fumaria condominiale, sempre attraverso tubi in plastica, uniti tra loro con carta stagnola. Un sistema che i residenti avevano evidentemente emulato tra loro. Nemmeno in questo caso erano presenti punti di areazione.
In nessun caso i proprietari degli appartamenti sono stati in grado di esibire i certificati di conformità. È evidente, dunque, la pericolosità della situazione che si è venuta a creare con tali sistemi di riscaldamento fai-da-te. Anche l’irregolarità dal punto di vista delle emissioni inquinanti appare quasi scontata. È tuttavia d’obbligo per la polizia locale intervenuta proseguire gli accertamenti del caso sia dal punto di vista edilizio, sia finalizzati a capire se sono state violate e in che misura le norme straordinarie adottate dalla regione Emilia-Romagna per contrastare l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria. Si parte da alcune certezze, che la polizia locale ricorda in questa occasione, ossia il divieto di utilizzare, nelle unità immobiliari, generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) che superino precisi valori energetici e non rispettino quelli relativi alle emissioni. E anche il pellet impiegato deve essere conforme a determinati parametri e certificato da un organismo accreditato, e la relativa documentazione deve essere esibita, agli eventuali controlli, dagli utilizzatori. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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