Coraggio da campioni sulla A14: Judoka reggiani aiutano a salvare una ragazza incastrata in auto dopo un incidente
Due atleti della Equipe Emilia Judo stavano rientrando dalle gare a Riccione quando sono incappati in un grave incidente
Reggio Emilia Stavano tornando da una domenica di sport e soddisfazioni, con ancora addosso la stanchezza e l’adrenalina dei Campionati Csen di judo a Riccione, quando la strada ha cambiato improvvisamente volto. Al raccordo tra Ravenna e Bologna, sull’A14, due giovani campioni di judo reggiani si sono trovati davanti la scena di un grave incidente: un’auto cappottata, le lamiere contorte, una ragazza intrappolata all’interno. Senza esitazione, Abdessamad Ecabbane e Ibrahim Messaoud, 25 e 18 anni, atleti dell’Equipe Emilia Judo di Reggio Emilia, sono scesi dall’auto su cui viaggiavano insieme all’allenatore (e papà di Abdessamad) Andrea Aldini e al judoka Luka Japaridze, e, spinti da un istinto di coraggio e umanità, si sono precipitati a prestare soccorso.
Chi sono
Solo poche ore prima, Abdessamad, in forza alla nazionale del Marocco nella categoria 73 kg, aveva conquistato un prestigioso argento nella categoria senior cinture nere 81 kg, a coronamento di una giornata intensa e piena di emozioni. Studente di lingue a Reggio Emilia, parla correntemente cinque lingue straniere. Per l’Equipe Emilia Judo quella di Riccione era stata una trasferta ricca di successi: oro per Luka Japaridze nella categoria Under 23 cinture nere 73 kg, argento per Davide Caiumi nelle cinture nere 90 kg, oro per Harley Zanuni nella categoria seniores fino a cinture marroni 73 kg e bronzo per Salvatore Famularo negli Under 18 66 kg.
L’incidente
Domenica sera, intorno alle 20, il viaggio di ritorno si è però trasformato in tutt’altro: l’inizio di una corsa contro il tempo per salvare una vita. Davanti a loro, poco prima dell’uscita per Bagnacavallo, due auto coinvolte in un incidente: una, gravemente danneggiata, con a bordo una donna ferita al capo; l’altra, cappottata a un centinaio di metri di distanza dalla prima, con all’interno una ragazza rimasta intrappolata tra le lamiere. Senza esitazione, i due judoka si sono diretti verso quest’ultima, mentre Aldini, insieme a un medico che si era fermato nello stesso momento, si è occupato della passeggera dell’altra vettura e ha allertato i soccorsi. Nell’attesa dell’arrivo dei sanitari del 118 e dei vigili del fuoco – giunti sul posto in appena otto minuti – Abdessamad e Ibrahim hanno mantenuto la calma, tenendo la ragazza sveglia e rassicurandola, controllando che il veicolo non corresse rischi e, soprattutto, impedendo a un’altra persona accorsa per aiutarla – ma inconsapevole del pericolo – di estrarla autonomamente dalle lamiere.
«È stata soprattutto la loro prontezza a fare la differenza – racconta Aldini, judoka di razza (due medaglie agli Europei) e docente di diritto e relazioni internazionali alle scuole superiori –. I vigili del fuoco li hanno ringraziati per il sangue freddo e per aver evitato che qualcuno, nel tentativo di aiutare, potesse peggiorare la situazione: se la ragazza fosse stata tirata fuori dalle lamiere da mani inesperte, avrebbe potuto riportare conseguenze più gravi. Sono stati poi proprio i vigili del fuoco a estrarla dall’auto, in tempi record e con una professionalità che ci ha davvero colpito. In quel momento mi sono sentito profondamente orgoglioso di far parte di questa regione». «Anche i genitori della ragazza – aggiunge – hanno voluto ringraziare Abdessamad e Ibrahim per esserle rimasti accanto e averla mantenuta cosciente durante quei quindici minuti che ci sono sembrati lunghi una vita. Oltre al talento sul tatami, Ibrahim, che allena i bambini della nostra società a Vezzano sul Crostolo, ha dimostrato una maturità fuori dal comune. E non è difficile intuire da dove arrivi la sua sensibilità: suo padre è un volontario della Croce Verde, e il senso del servizio, in casa sua, si respira ogni giorno. © RIPRODUZIONE RISERVATA
