E’ morto Ermete Fiaccadori presidente dell’Anpi di Reggio Emilia
Aveva 80 anni. E’ stato presidente della Reggiana e di Festareggio. La data del funerale
Reggio Emilia Ermete Fiaccadori non c’è più. Si è spento nelle scorse ore a 80 anni una delle personalità più riconoscibili della vita civile di Reggio Emilia, un uomo che ha intrecciato il proprio percorso con alcune delle colonne portanti della comunità reggiana: il movimento cooperativo, la Reggiana Calcio, Festareggio, l’Anpi. Figlio di un partigiano, cresciuto in un ambiente dove l’impegno democratico e antifascista non erano slogan ma pratica quotidiana, Fiaccadori ha attraversato decenni di storia cittadina con ruoli diversi e una coerenza rara. Nel 2016 era diventato presidente provinciale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia: il primo a non aver combattuto in prima persona durante la guerra di Liberazione, scelta che segnò un passaggio generazionale importantissimo per l’Anpi e che affidò a lui il compito di custodire e traghettare i valori della Resistenza verso il futuro. I funerali avranno luogo venerdì 28 novembre alle 13.45 partendo dalla Casa Funeraria della Croce Verde per il cimitero monumentale. Dalle 10 invece è allestita dal camera ardente. Lascia la moglie Annusca, i figli Tania e Marco.
Dalla Reggiana a Festareggio
Prima di quell’incarico aveva scritto pagine sportive rimaste nella memoria collettiva: da presidente della Reggiana Calcio guidò la società negli anni della crescita e delle grandi ambizioni fino alla Serie A, contribuendo a consolidare nel territorio un legame identitario profondissimo con i colori granata. Parallelamente è stato per decenni direttore di Festareggio, l’ex Festa dell’Unità provinciale al Campovolo, che sotto la sua gestione divenne una delle manifestazioni popolari più frequentate del Paese. Nel suo curriculum compaiono inoltre la lunga esperienza nel mondo cooperativo, incarichi nell’amministrazione della società aeroportuale, la responsabilità di tesoriere di partito e l’attività politica: dal Pci al Pd, passando per tutte le evoluzioni intermedie di una storia collettiva che Fiaccadori ha sempre vissuto da protagonista, con un forte senso di responsabilità e appartenenza. Sino all’ultimo è stato un punto di riferimento per l’associazionismo locale e per chi lavora alla trasmissione della memoria antifascista. Chi lo ha conosciuto racconta una persona pragmatica, capace di costruire relazioni, di tenere insieme mondi diversi e di spendere la propria energia per la città.
Il cordoglio
«Un compagno, un amico, un testimone, un uomo che ha con passione incarnato i valori per cui la nostra associazione è nata ed esiste, condividendo con noi la passione per la memoria, la giustizia e la libertà» così lo ricorda l’Anpi di Reggio Emilia.
«Nel corso dei nove anni della sua responsabilità l'Anpi ha affrontato fasi complesse e di trasformazione nella vita internazionale, nazionale e locale. Mentre veniva gradualmente a meno il contributo prezioso dei partigiani ancora attivi l'ANPI ha condotto avanti, declinandoli nel presente, i valori della Resistenza e della Costituzione: ha affrontato le battaglie dei referendum costituzionali, ha espresso il suo impegno per la pace in un mondo che sempre più mostra pericolose spinte belliciste oltre a mantenere fermo, sia a livello provinciale che nelle attività delle Sezioni, il proprio impegno per la trasmissione della memoria in primo luogo verso la scuola e le giovani generazioni – si legge nella nota -. In occasione di recenti rigurgiti neofascisti l'ANPI é stata il punto di riferimento della rete delle istituzioni e associazioni antifasciste, che hanno saputo dare vita ad una mobilitazione di massa. Come Presidente, non partigiano, ha custodito con coraggio la memoria della Resistenza, non come un capitolo del passato, ma come una lezione viva per il presente. Ciao Ermete e grazie per avere con noi difeso ogni giorno i valori di libertà e democrazia e il lascito della Resistenza».
