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Il caso

Minacce al giudice Rat, croce nera spray sulla porta di casa

Serena Arbizzi
Minacce al giudice Rat, croce nera spray sulla porta di casa

Reggio Emilia, il magistrato, estensore della sentenza del maxi-processo Aemilia, è stato vittima di un grave atto intimidatorio. Immediate le indagini e il rafforzamento della vigilanza.

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Reggio Emilia Una grande croce nera disegnata con lo spray sul vetro della porta finestra al piano terra della sua abitazione. È scattato immediatamente il rafforzamento della vigilanza e sono state avviate subito le indagini a tutto campo, senza escludere nessuna pista, quando il giudice Andrea Rat - estensore della sentenza del processo Aemilia - ha notato quel grande imbrattamento effettuato dall’esterno.

Gli approfondimenti investigativi si concentrano in tutte le direzioni e prendono in esame ipotesi che potrebbero toccare tanto la criminalità organizzata, quanto il possibile gesto di un mitomane. I fatti sono affiorati la scorsa domenica, quando il magistrato è ritornato da un fine settimana trascorso fuori casa e stava riordinando i propri acquisti all’interno della stanza.

«Sono rientrato domenica pomeriggio - spiega il magistrato -. Ero nella stanza che dà sulla porta finestra. Stavo guardando gli acquisti appena effettuati per cercare di riordinarli nel mobile accanto alla porta finestra sul giardino. Improvvisamente, noto qualcosa di scuro: scosto la tenda e vedo questa grande croce nera imbrattata con lo spray. Quando me ne sono accorto, sono uscito subito dall’abitazione per precauzione. Ho allertato i carabinieri e sono ritornato all’interno insieme a loro».

La croce è stata disegnata dall’esterno. Nessuno è entrato in casa del giudice, né sono state trovate impronte. Gli investigatori stanno esaminando le immagini della videosorveglianza per capire se vi siano indizi utili per risalire all’autore. Dell’episodio sono stati informati anche il capo della Procura, Calogero Gaetano Paci, la prefetta Maria Rita Cocciufa e la Procura generale della Corte d’appello di Bologna. Innumerevoli le attestazioni di solidarietà nei confronti del giudice Rat, da quando è affiorato l’episodio.

«Ho percepito che le istituzioni e la collettività sono al mio fianco e questo è di grandissima importanza per me - afferma il magistrato -. Non è arrivata alcuna rivendicazione, nei giorni successivi. Aspettiamo l’esito delle indagini». «Sono tranquillo e continuo a diffondere il messaggio di lotta alla criminalità organizzata», aggiunge il giudice, che anche nei prossimi giorni ha un’agenda fitta di impegni, tra eventi a Novellara, Castelnovo Monti e un incontro davanti a centinaia di studenti, organizzato all’ordine dei geometri. Oltre ad altri in calendario, nell’anno nuovo.

In seguito all’episodio è stata rafforzata la vigilanza al giudice. Pattuglie di carabinieri e questura controlleranno in modo più frequente la situazione nei pressi dell’abitazione del magistrato. E nelle occasioni pubbliche ritenute sensibili le forze dell’ordine accompagnano il dottor Rat. «Non cambia nulla per quanto riguarda il mio impegno, continuerò a fare esattamente quello che sto facendo, senza paura - dice determinato il giudice -. Non è cambiato niente, anzi vado avanti con ancora più carica di prima».

Il magistrato ha messo più volte in guardia dai nuovi stratagemmi che la ’ndrangheta utilizza per insinuarsi nella società. Una mafia che non ha smesso di uccidere, ma che affianca ai metodi violenti, anche l’ingresso nel mondo delle imprese. E di questo rischio (vedi pezzo sotto) Rat ha parlato apertamente anche all’evento organizzato da Confapi: «Il momento economico non è facile, i costi dell’impresa sono altissimi. Per la ’ndrangheta l’imprenditore in crisi o “esposto” verso le banche rappresenta una delle prede più appetibili».

Anche il sindaco Marco Massari ha espresso solidarietà al giudice: «Appare davvero inaccettabile e inquietante quanto accaduto al giudice Andrea Rat nei giorni scorsi - scrive il primo cittadino -. Un episodio su cui sono fiducioso faranno chiarezza le indagini in corso. Da parte mia e dell’intera amministrazione comunale va il massimo supporto e sostegno al giudice Rat e al lavoro che svolge ogni giorno con rigore e competenza, nel nome di una legalità che tutti abbiamo come principio fondante della nostra convivenza civile». 

Sul caso è intervenuta anche la deputata PD reggiana, Ilenia Malavasi, della Commissione Affari Sociali della Camera. «L’intrusione nell’abitazione del Giudice Andrea Rat rappresenta un fatto di estrema gravità che colpisce un Magistrato, un servitore dello Stato, e con lui l’intera comunità reggiana. L’episodio, sul quale stanno  indagando Carabinieri e Procura, è inquietante e non può essere minimizzato in alcun modo».

«Esprimo dunque solidarietà e vicinanza al Giudice Rat - che conosco e di cui ho sempre apprezzato anche umanità e cultura - e alla sua famiglia: la sua sicurezza è prioritaria e bene ha fatto la Prefettura a rafforzare immediatamente il dispositivo di vigilanza. Il giudice Rat ha dimostrato coraggio, impegno e determinazione nel corso di uno dei processi più importanti contro la criminalità organizzata radicata nel nostro territorio e la comunità reggiana, le istituzioni e la politica devono essere unite nel condannare con fermezza ogni tentativo di intimidire magistrati, forze dell’ordine o chiunque sia impegnato nella difesa della legalità. Il messaggio deve essere chiaro: Reggio Emilia è e rimarrà una terra che rifiuta la criminalità e sostiene chi la contrasta ogni giorno».