Scorie d’acciaio interrate, la procura vuole una perizia sulle falde acquifere
Brescello, chiesto al giudice un incidente probatorio per far luce sull’inquinamento nell’area Dugara
Boretto Nell’inchiesta sulle 900mila tonnellate di scarti d’acciaio che sarebbero stati interrati nell’area Dugara a Brescello - per la quale sono indagate nove persone, tra cui cinque tecnici di Arpae - il punto cruciale è l’eventuale inquinamento delle falde acquifere. Per questo il pm Giulia Galfano ha chiesto al gip un incidente probatorio con perizia. Nel terreno e nell’acqua sono stati riscontrati valori di ferro e arsenico superiori ai limiti di legge.
Secondo Arpae e un professionista incaricato dalla società Dugara, tali sforamenti dipenderebbero dalle caratteristiche naturali del terreno e non dalla gestione dei rifiuti. Per il consulente tecnico della procura, il geologo Gian Paolo Sommaruga, invece gli accertamenti eseguiti non sono sufficienti a escludere un nesso tra le scorie e i valori anomali. Il consulente segnala presunte carenze nello studio prodotto dalla Dugara. Per questo, una perizia disposta dal gip potrebbe dirimere la questione, che si presenta come molto tecnica. Anche l’aspetto legato alle scorie d’acciaieria e alla presunta discarica è più complesso di quanto possa apparire. Nel 2003 il Comune stipulò una convenzione urbanistica con la società Dugara per la realizzazione di un polo logistico.
Nello stesso anno la società ottenne l’autorizzazione a depositare nell’area i residui delle acciaierie e, nel 2009, dalla Provincia, l’autorizzazione al recupero e alla gestione dei rifiuti, attività connessa alle opere di urbanizzazione previste. Gli inquirenti contestano l’esistenza di una discarica abusiva dal 2016, anno in cui il Comune di Brescello comunicò la scadenza della concessione edilizia del 2003 per la lottizzazione dell’area. La vicenda è poi proseguita con diversi passaggi urbanistici fino a quando lo scorso aprile il consiglio comunale ha respinto il progetto del polo logistico (la questione è ora davanti al Consiglio di Stato).
«Mi attiverò in ogni sede amministrativa, politica e giudiziaria per tutelare la comunità di Brescello - ha detto ieri il sindaco Carlo Fiumicino - La salute dei cittadini non può essere compromessa e garantisco rigore assoluto nell’azione amministrativa, alla luce degli sviluppi giudiziari. Piena fiducia nella magistratura. Ringrazio carabinieri e Forestale per l’attività a tutela dei cittadini» .Quattro tecnici di Arpae sono tutelati dall’avvocato Enrico Della Capanna, mentre i soci della Dugara e un professionista da Roberto Sutich. Gli altri da Alice Minari, Francesco D’Amuri e Rita Gilioli.