Disarmati e disarmanti, oggi il presidio per la pace in piazza Prampolini
Reggio Emilia: una serie di iniziative che si svolgeranno in tutta l’Emilia-Romagna in contemporanea
Reggio Emilia Un decalogo di azioni concrete per dire no alla guerra e sì alla pace, a partire dal primo giorno dell’anno. Questo l’obiettivo di “Disarmati e disarmanti-L’Emilia Romagna cammina per la pace”, una serie di iniziative che si svolgeranno in tutta la regione, con il coordinamento, a Reggio Emilia (mentre il coordinamento regionale è a cura della Rete pace e nonviolenza dell’Emilia Romagna) di Europe For Peace e l’adesione di numerose associazioni. L’appuntamento, a Reggio Emilia, come già quest’anno, prenderà di nuovo la forma di un presidio in piazza Prampolini alle 18, in cui si alterneranno letture, di poesie o testi di autori impegnati nel promuovere la pace, e canti.
«Sarà un presidio per una pace disarmata e disarmante - afferma Pasquale Pugliese, rappresentante, con Rina Zardetto, nella rete regionale di Europe For Peace, oltre che componente del coordinamento nazionale del Movimento Nonviolento -. Si susseguiranno più iniziative, fra letture e canti verrà disegnato il luogo lasciando una traccia per inseguire la pace e la nonviolenza. Il presidio, previsto alle 18, sarà in contemporanea con tutte le altre manifestazioni della regione. Il tema è più che mai attuale: le guerre non sono più così lontane da noi, ma si avvicinano. Anche il Capo di stato maggiore inglese, dopo quello francese, dice di preparasi “a mandare i nostri figli in guerra. Non si tratta di un tema culturale o di politica estera, ma ci riguarda da vicino. Il decalogo è fatto da 10 impegni, ciascuno dei partecipanti li riprenderà. E ciascuno di noi può fare qualcosa per dare un contributo concreto».
Il decalogo
Gli impegni previsti nel decalogo mirano innanzitutto «al progressivo superamento di ogni violenza - istituzionale, di gruppo, individuale - di ogni guerra e atto di terrorismo, impegnandoci nell’eliminazione delle cause e degli strumenti, attraverso l’azione politica capace di adottare la nonviolenza sui diversi piani, quale metodo di liberazione dalla violenza e risoluzione dei conflitti». Secondo, gli aderenti si impegnano nella «costruzione e diffusione di una cultura di pace e di educazione e formazione al disarmo e alla nonviolenza per la costruzione di relazioni fondate sulla trasformazione non violenta dei conflitti». Terzo, rispetto a ogni conflitto armato, «e a ogni violenza ci dichiariamo sempre obiettori di coscienza alla guerra ponendoci dalla parte delle vittime e dei disertori e con chiunque sia capace di costruire ponti e abbattere muri». Inoltre, quarto punto, “Disarmate e disarmanti” rifiuta «la logica delle deterrenze», difende «il diritto di ognuno alla vita alla dignità e alla libertà in coerenza con la Costituzione e la Dichiarazione universale dei diritti umani, in opposizione a ogni piano di riarmo nazionale e internazionale». Al quinto proposito, arrivano il rifiuto e il contrasto della «propaganda bellica di qualsiasi genere, sia mediatica che educativa, con l’impegno a costruire alternative culturali ed organizzative». Si contrasta, in più, «l’uso del territorio emiliano-romagnolo a fini bellici e la ristrutturazione militare delle industrie civili, con l’impegno per la riconversione civile delle industrie armiere o collegate in concerto con i sindacati». Settimo, si invoca il superamento dello «strumento di difesa militare come unica forma di difesa del Paese ed europea». All’ottavo punto, si mira a liberare il territorio regionale «da servitù e basi militari, e a promuovere la liberazione dalle armi nucleari con l’adesione del nostro Paese al Trattato internazionale per la proibizione delle armi nucleari (Tpnw)». Gli ultimi due aspetti riguardano la promozione di politica di accoglienza e convivenza il contrasto a «leggi liberticide che spacciano per sicurezza azioni repressive, che alimentano la paura e la cultura del nemico mentre limitano l’espressione del dissenso, attivando forme di disobbedienza civile».
Le associazioni
Ecco l’elenco delle associazioni che il 1 gennaio parteciperanno, alle ore 18 in piazza Prampolini, al presidio “Disarmati e disarmanti”. Ci saranno Albinea per la pace, Amar, Anpi, Associazione Apertamente, Associazione reggiana per la Costituzione e Bds-Re. Ma anche il Centro culturale Lucio Lombardo Radice, Cgil, Cittadini pro pace di Sant’Ilario, il Collettivo Save Masafer Yatta, Comitato per la pace di Fabbrico, Donne in nero, Emergency e Filef. E poi ancora il Gruppo laico missionario, Jaima Sahrawi, Libera, Lup (Libera università popolare), Movimento Nonviolento e Comunità Papa Giovanni XXIII. Presenti anche Passaparola, Presidi per la pace, Operazione Colomba, Assopace Palestina e Associazione Mirni Most. E infine troviamo Bagnolo Bene comune, Comitato pace, gemellaggi e cooperazione e Comune di Albinea, il Comune di Quattro Castella, il Comune di Scandiano e il Tavolo della Pace. Non mancheranno il Movimento 5 Stelle, Partito del Sud, Sinistra Italiana, Possibile e la vicesindaca e assessora di Bagnolo, Grazia Mosca. La Rete regionale pace e nonviolenza si mobiliterà non solo a Reggio, ma anche nelle piazze di Bologna, Faenza, Ferrara, Imola, Modena, Parma, Piacenza e Rimini.
