«Obiettori alla guerra»: Reggio Emilia apre il 2026 in piazza per la pace e il disarmo
Il presidio “Disarmati e disarmanti” per favorire la nonviolenza: «Il territorio della nostra regione non venga utilizzato a fini bellici»
Reggio Emilia «Rispetto a ogni conflitto armato e a ogni violenza ci dichiariamo sempre obiettori di coscienza alla guerra». Questo il messaggio che si è alzato forte e chiaro il primo giorno dell’anno da piazza Prampolini, nel corso del presidio "Disarmati e disarmanti", organizzato con il coordinamento, a Reggio Emilia, di Europe for Peace, e l’adesione di numerose associazioni. Il vescovo Giacomo Morandi, presente in piazza per l’omaggio alla Madonna dorata da parte dei vigili del fuoco, poco prima di celebrare la messa per la divina maternità di Maria ha stretto la mano agli organizzatori del presidio. Questo dopo avere salutato gli attivisti di Europe For Peace in occasione della deposizione dei fiori alla Madonna, attivisti «impegnati anche loro a costruire un clima di pace».
Il presidio si è aperto sulle note di "Give peace a chance" di John Lennon, inno alla pace che ha anche concluso l’evento quando le centinaia di partecipanti si sono riunite a cerchio intorno al perimetro della piazza accendendo led luminosi mentre veniva proclamato il decalogo di impegni della Rete regionale pace e nonviolenza e delle sue reti territoriali. Tra questi impegni c’è il rifiuto e il contrasto «alla propaganda bellica di qualsiasi genere». È previsto, inoltre, il contrasto dell’uso «del territorio emiliano-romagnolo a fini bellici e la ristrutturazione militare delle industrie civili, con l’impegno per la riconversione civile delle industrie armiere». Inoltre, gli attivisti si impegnano a «contrastare leggi liberticide che spacciano per sicurezza azioni repressive, che alimentano la paura e la cultura del nemico mentre limitano l’espressione del dissenso, attivando forme di disobbedienza civile».
Il presidio è stato condotto da Pasquale Pugliese, componente del coordinamento nazionale del Movimento Nonviolento, e Rina Zardetto, entrambi della rete regionale di Europe for Peace. Per il Comune di Reggio Emilia erano presenti gli assessori Davide Prandi e Roberto Neulichedl. Quest’ultimo ha preso la parola ricordando il premio Langer ed esprimendo dure parole contro Israele che «ha trattato alla stregua di terroristi gli attivisti della Flotilla. La guerra non potrà mai essere giusta, come la pace che semplicemente è o non è».
Luca Chierici della Cgil ha indicato come sia sempre più importante «essere in piazza ed essere visibili. La guerra viene pagata solo dalla popolazione inerme. Una parte del Paese fatica a capire e sente che le tragedie della guerra sono qualcosa lontano da noi, ma non è così - continua il sindacalista -. La scelta politica di destinare il 5 per cento del Pil alle spese militari non è neutra nei confronti della popolazione. Si traduce, infatti, in meno scuole e meno ospedali. Contro queste scelte politiche serve far sentire la nostra voce. Per questo dobbiamo tornare a occupare le piazze. Si spera che il 2026 sia vicino a liberarci dalla follia della guerra».
Si sono poi susseguiti gli interventi di Grazia Mosca, assessora con delega alla pace di Bagnolo, e letture di poesie come "Promemoria" di Gianni Rodari. Le note di "Imagine" hanno introdotto la lettura dell’appello dei leader cattolici, musulmani ed ebrei, a Roma il 29 agosto 2025. Un appello per la pace, sottoscritto, tra gli altri, da Noemi Segni, Yassine Lafran e il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei. E vengono ricordate le parole di Papa Leone XIV nell’omelia di Natale, quando ha espresso profondo sgomento e preoccupazione per Gaza.
E quelle di Gino Strada, fondatore di Emergency, che scavano nell’abisso di dolore provocato dai gravi danni che le guerre provocano sui bambini, che compongono la maggior parte dei feriti. Ha insistito per conquistare il microfono e introdursi nella scaletta degli interventi anche Loris Tonino Paroli, il quale ha esternato una breve considerazione sul capitalismo. Si sono avvicendate poi l’assessora Mirella Rossi di Albinea e la consigliera Serena Braglia, di Quattro Castella, titolare della delega alla pace. Durante il presidio è stata distribuita anche una dichiarazione di obiezione di coscienza alla guerra e alla sua preparazione da compilare, indirizzata alle massime autorità dello Stato. l© RIPRODUZIONE RISERVATA