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Il caso

Caprette sbranate a Canolo, il verbale dell’Ausl: «Morsi compatibili a quelli di un lupo»

Miriam Figliuolo
Caprette sbranate a Canolo, il verbale dell’Ausl: «Morsi compatibili a quelli di un lupo»

Il referto dei veterinari rilasciato al proprietario dei tre animali. La formula usata pare che non escluda completamente l’azione di cani randagi o “ibridi”

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Correggio I morsi sulle tre caprette di Canolo trovate sbranate la mattina di Santo Stefano sono compatibili con quelli di un lupo. A dirlo sono i veterinari Ausl nel referto rilasciato al proprietario dei tre animali. Dell’esito delle analisi sulle carcasse è stato messo al corrente anche l’assessore comunale all’Ambiente Giovanni Viglione, che, subito dopo l’accaduto, aveva svolto lui stesso un sopralluogo presso la casa di via Canolo dove vivevano le caprette.

Sul verbale di ispezione del servizio veterinario ricevuto dal proprietario delle tre caprette tibetane si legge di ferite «con caratteristiche riconducibili con tutta probabilità a lupo». Una formula che pare non escludere completamente l’azione di cani randagi, forse "ibridi" (ovvero risultato dall’incrocio in natura di cani e lupi). Che l’aggressione potesse essere stata compiuta da cani è stata un’ipotesi avanzata anche da Viglione dopo un confronto con alcuni professionisti: le tre caprette, infatti, sono state attaccate con morsi al collo, come farebbero i lupi, ma non divorate.

L’amministrazione comunale ieri (2 gennaio) ha annunciato una prossima nota congiunta con Ausl. Dopo quanto accaduto già dai giorni scorsi si stava valutando l’opportunità di un eventuale provvedimento sulla falsa riga di quanto fatto a Bologna, dove, il sindaco Matteo Lepore ha emesso una specifica ordinanza «per evitare situazioni di disagio e potenziali interazioni con l’animale, e preservarne allo stesso tempo la salvaguardia, seguendo le linee guida del Regolamento di tutela della fauna urbana comunale e del Piano di conservazione e gestione del lupo del Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare».

Tra obblighi e divieti le raccomandazioni del primo cittadino bolognese sono quelle ripetute sempre più spesso dagli esperti. Tra queste quelle di non lasciare rifiuti organici o cibo all’aperto e tenere al riparo gli animali da affezione, soprattutto la notte. Indicazioni che vengono ripetute nei sempre più frequenti incontri pubblici informativi sulla presenza ormai consolidatasi del lupo anche in contesti abitati dall’uomo. Uno di questi era già in programma sul territorio correggese. «Ero d’accordo con la Regione ad organizzare un incontro divulgativo e informativo sul lupo nel 2026», spiega Viglione. © RIPRODUZIONE RISERVATA