Omicidio di Morsiano: Chesi sarà giudicato in abbreviato
Cadono le aggravanti: il giudice Ramponi accoglie la richiesta della difesa
Villa Minozzo Affronterà il processo con il rito abbreviato, Cristian Chesi, assistito dall’avvocato Noris Bucchi. Dovrà rispondere del reato di omicidio semplice, senza le aggravanti della minorata difesa e dei futili motivi, ritenute dal giudice Gambarati, nel corso delle passate udienze, «insussistenti». E ieri, 5 gennaio, durante una nuova udienza preliminare, il nuovo giudice Luca Ramponi ha accolto la richiesta effettuata dalla difesa di Chesi di escludere le aggravanti.
Stiamo parlando dell’omicidio di Morsiano: il 21 giugno 2024 Stefano Daveti, 63enne originario di La Spezia, ebbe una discussione con Emore Chesi davanti a casa. Poi venne aggredito a sprangate da Cristian Chesi (figlio di Emore) mentre si trovava in camera da letto, nudo, con la radio a tutto volume: nessun segno di colluttazione o di difesa. L’allarme venne dato in serata: Daveti venne ricoverato a Parma e morì dopo tre giorni di agonia. Il caso Morsiano è divenuto il primo banco di prova locale della riforma Cartabia e delle sue conseguenze sui processi per omicidio. L’oggetto del contendere, fino a questo momento, sono state le aggravanti: se fossero rimaste avrebbero potuto portare la pena fino all’ergastolo, mentre, una volta cadute, hanno spianato la strada al rito abbreviato con lo sconto di un terzo di pena.
La nuova udienza preliminare davanti a un nuovo giudice è avvenuta in seguito alla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Maria Rita Pantani.
All’udienza preliminare precedente, il 18 novembre, il gup Gambarati ha restituito gli atti al pm. Il giudice aveva imposto di escludere le aggravanti modificando il capo di imputazione. Ciò non era avvenuto e il pm aveva richiesto un nuovo rinvio a giudizio. Questo meccanismo ha previsto, quindi, l’assegnazione a un nuovo giudice, Luca Ramponi.
Nel corso dell’udienza di ieri, l’avvocato Bucchi ha posto alcune questioni preliminari, due delle quali sono state rigettate. Ha quindi risollecitato il giudice a riprendere posizione in modo conforme a quanto fatto dal primo giudice escludendo le aggravanti. La richiesta è stata accolta. Il giudice, di conseguenza, ha risollecitato il pm a modificare di nuovo il capo di imputazione, che è stato a questo punto modificato con l’esclusione delle aggravanti. A questo punto, una volta escluse le due aggravanti, la difesa ha potuto accedere al giudizio abbreviato. La discussione è stata fissata per le prossime settimane.
