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Il lutto

Addio a Giancarlo Manelli l’imprenditore gentile che aiutava i più fragili

Luciano Salsi
Addio a Giancarlo Manelli l’imprenditore gentile che aiutava i più fragili

Reggio Emilia: aveva 82 anni. Fondò la Gm poi diventata Italmanometri Srl

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Reggio Emilia Era un pioniere dell’imprenditoria e un attivo sostenitore dello sport giovanile e inclusivo. Giancarlo Manelli si è spento lunedì a ottantadue anni, lasciando un’impronta profonda nell’industria reggiana, un ricordo indelebile nella comunità cavriaghese e sentimenti di cordoglio e gratitudine nei tanti che l’hanno conosciuto. Risiedeva ancora con la moglie Marisa Conti a Corte Tegge nell’abitazione annessa allo stabilimento da lui fondato nel 1967 insieme alla consorte per iniziare la fabbricazione in serie del manometro, lo strumento con cui si pose all’avanguardia della tecnologia di precisione, dando il via alla scalata del mercato globale.

La ditta era ed è contrassegnata dal marchio Gm, le sue iniziali unite da una lancetta. La produzione, destinata originariamente all’industria metalmeccanica reggiana in forte espansione, si è poi allargata al resto d’Europa e all’America. Negli anni Ottanta l’azienda si è trasformata in Italmanometri Srl ed ha poi consolidato e migliorato la sua posizione a livello internazionale. Ora è condotta dal socio Sergio Fontanesi e dalla figlia Alessandra. Manelli si è speso con altrettanta passione a favore dei giovani, in particolare di quelli che necessitano di maggiore aiuto. Il suo collaboratore in tale attività era Franco Maffeo, che ha appreso la triste notizia soltanto il giorno dopo, una volta rientrato da Verona. Ne è rimasto sconvolto.

«Proprio ieri – riferisce – ho compiuto sessant’anni. Dagli anni Novanta ho organizzato per suo conto i tornei ordinari di calcio giovanile, quindi quelli destinati ai bambini. Allora lavoravo come autista nella sua ditta. Toccava a me il trasporto dei giocatori». «Nel campo di Praticello – continua il suo amico e collaboratore – abbiamo ospitato squadre del livello di Aiax, Bayern Monaco, Barcellona e Inter. Poi abbiamo indetto tornei di carbasket, la pallacanestro in carrozzina. Manelli offriva ai ragazzi le cene preparate dallo chef di sua fiducia. Sono stati anni molto belli». «Giancarlo – attesta la figlia Cinzia – è stato un padre stupendo, un mentore e un esempio per tante persone. È vissuto nel rispetto degli altri prodigandosi molto per il volontariato, per i più bisognosi, per le persone fragili. È stato presidente del circolo Carrozzone e amico di Adolfo Canepari, presidente della Croce Verde». Giancarlo Manelli era nato nel 1943. Lascia la moglie, le figlie Alessandra e Cinzia, i nipoti Tommaso e Stefano e i generi Gianluca e Guglielmo.  I funerali si sono svolti mercoledì 7 gennaio. © RIPRODUZIONE RISERVATA