Accendono un braciere in cucina: famiglia intossicata
Scandiano: l’emergenza in un alloggio abitato da padre e madre con quattro figli nella parrocchia di Cacciola
Scandiano Ha accusato un lieve malore e, temendo che potesse trattarsi di qualcosa legato alla malattia oncologica di cui soffre, ha telefonato al 112 per chiedere aiuto. Una volta entrati nella casa abitata dal cittadino tunisino di 53 anni, della moglie 51enne e dai quattro figli, di 18, 16, 14 e 9 anni, i volontari della Croce Rossa di Scandiano hanno subito capito che si trattava di ben altro. Il dispositivo di un volontario, infatti, ha subito segnalato la presenza in casa di monossido di carbonio e ha subito richiesto l’intervento dei vigili del fuoco e dei carabinieri, arrivati rispettivamente con una squadra da Reggio Emilia e con una pattuglia della stazione di Albinea.
Non c’è voluto molto ai vigili del fuoco – mentre i volontari della Croce Rossa assistevano la coppia, i quattro figli e il fratello 56enne della donna, che ieri sera era andato a fare visita ai parenti –, a individuare in un braciere che era stato utilizzato in cucina la causa del problema. Si sono vissuti attimi concitati, ieri sera intorno alle ore 20.30, in un appartamento della parrocchia di Cacciola, in via per Marmirolo, dove abita la famiglia di origini tunisine. Anche se l’unico ad accusare problemi è sembrato essere il padre di famiglia, tutti e sette i componenti della famiglia sono stati trasportati all’ospedale Santa Maria Nuova per gli accertamenti del caso. Vigili del fuoco e carabinieri, nel frattempo, hanno proseguito gli accertamenti, controllando anche la caldaia dell’abitazione. Molto probabilmente già oggi i sei inquilini della parrocchia della frazione scandianese, superato lo spavento, potranno rientrare in casa, senza ulteriori conseguenze. © RIPRODUZIONE RISERVATA
