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Il lutto

È morto a 81 anni Vittorio Margini fondatore della Sampolese Basket San Polo

Daniela Aliu
È morto a 81 anni Vittorio Margini fondatore della Sampolese Basket San Polo

San Polo d’Enza: iniziò nel 1986 con quattro bambini, nel 1998 la prima squadra uscita dalle giovanili andò in 2ª divisione

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San Polo Si è spento a 81 anni Vittorio Margini, fondatore, presidente e punto di riferimento della Sampolese Basket. Attorno a lui si è sviluppata una storia familiare che ha accompagnato la nascita e la crescita della pallacanestro a San Polo e in Val d’Enza, con il contributo della moglie Maresa Cervi e dei figli Andrea e Anna Giulia. «La sua passione, la sua visione e il suo costante impegno hanno tracciato la strada che ancora oggi percorriamo - si legge in una nota della Sampolese Basket - La società si unisce al dolore della famiglia e di quanti lo hanno conosciuto e stimato. Lo ricordiamo come una persona buona, ligia e gentile, che per noi tutti rimane un importante riferimento ed un esempio di dedizione». Anche la Federazione Italiana Pallacanestro di Reggio Emilia ha voluto ricordare il suo impegno.

«Ci ha lasciati il nostro caro concittadino Vittorio Margini che grazie alla sua passione verso San Polo e i suoi giovani ha contribuito a scrivere un pezzo di storia del nostro paese - dice il sindaco Franco Palù - Grazie alla sua idea di associazionismo sportivo è stato punto di riferimento per molti giovani e famiglie sampolesi; nel 2016 quando fu premiato per i 30 anni di attività, ribadì la sua visione di sport come percorso educativo e formativo finalizzato alla crescita fisica, morale, civile e sociale dei giovani. Con questa visione e dedizione Vittorio, quaranta anni fa, insieme alla sua famiglia, è stato protagonista della nascita e della crescita della pallacanestro a San Polo e in Val d’Enza. Con grande entusiasmo e oculatezza ha condotto la società sampolese incrementando la partecipazione e raccogliendo grandi risultati sportivi portando la squadra di San Polo fino alla promozione in serie C regionale nel 2012-13».

Nel 1986 a San Polo non esisteva alcuna attività di basket e Vittorio Margini assieme a Maresa e a Sandro Musi iniziarono in palestra con quattro bambini di 6-7 anni. Dopo due mesi i bambini erano 22. Nel 1987 iniziò l’attività ufficiale. Nel 1998 la prima squadra uscita dalle giovanili andò in 2ª divisione, nel 1999 in 1ª divisione. «Quando abbiamo cominciato – disse nel 2016 Vittorio Margini alla Gazzetta quando ricevette il premio dedicato alla memoria di Giacomo Piccinini – l’obiettivo era di coniugare la nostra grande passione sportiva e la voglia di far conoscere questo magnifico sport (il più bello al mondo) con la convinzione che lo sport stesso rappresenta un validissimo percorso educativo e formativo finalizzato alla crescita fisica, morale, civile e sociale dei giovani». Il capogruppo Giuseppe Ragni lo ha ricordato con un lungo messaggio. «Vittorio era una persona che viveva il paese, partecipava alla vita pubblica mettendosi a disposizione. Il grande regalo di Vittorio resterà però ciò che ha saputo costruire e gestire finché ne ha avuto le forze, ossia il movimento di basket e soprattutto di minibasket Sampolese. Insieme alla moglie Maresa ha dato vita oltre 40 anni fa, ad un settore giovanile, che non ha mai avuto come missione solo quella di formare giocatori, ma di crescere ragazzi insegnando loro ad essere rispettosi e consapevoli dei valori dello sport e dello stare insieme.  Centinaia di giovani e giovanissimi, maschi e femmine, di diverse generazioni sono passati sotto la sua guida con la possibilità di avvicinarsi ad uno sport da vivere, anche e soprattutto, come crescita personale. Sono davvero molti quei sampolesi che hanno avuto il piacere di incontrare e conoscere Vittorio entrando da bambini per la prima volta in una palestra per poi ritrovarsi dopo anni come genitori ad accompagnare nella stessa palestra i propri figli. Vittorio era per i ragazzi prima educatore che istruttore, e sebbene non abbia mai fatto dell’esito agonistico l’unico fine, il suo “credo cestistico” non gli ha impedito di avere anche grandi soddisfazioni e risultati sul piano sportivo. Ora sarà davvero difficile, o forse impossibile, entrare nella nostra palestra vedere un ragazzino con un pallone da basket in mano, sentire il rumore del palleggio del pallone sul pavimento senza pensare per un attimo a te». I funerali si svolgeranno oggi partendo alle 10 dalla Casa di Riposo di Pontenovo per la Chiesa del Castello di S. Polo d’Enza.  © RIPRODUZIONE RISERVATA