Il dolore per la morte della piccola Jap Kaur, uccisa a 13 mesi da una forma aggressiva di meningite da pneumococco
Bibbiano: un calvario durato dieci giorni, fino al tragico epilogo a Capodanno. Ora la famiglia vuole portare le ceneri in India
Bibbiano Una famiglia distrutta, chiusa nel dolore per la morte di una bambina di appena 13 mesi, uccisa da una meningite pneumococcica il giorno di Capodanno all’Ospedale maggiore di Parma dove era ricoverata. In queste ore, tutta Bibbiano si è stretta attorno alla famiglia indiana della piccola Jap Kaur, figlia secondogenita di un bracciante agricolo e di una casalinga arrivati in Val d’Enza in cerca di un lavoro e di un futuro per le loro bambine.
Da quando si è diffusa la notizia della morte della piccola, l’abitazione della famiglia, nella frazione di Corniano di Bibbiano, è meta di amici e conoscenti: da giorni i genitori della piccola stanno ricevendo la solidarietà, anche concreta, della comunità indiana che tiene insieme gli immigrati arrivati in Emilia in cerca di lavoro e che si dividono tra le colline reggiane e quelle del Parmense. La comunità e le esequie Già nella giornata di oggi la comunità indiana del tempio Gurudwara Singh Sabha Parma, si unirà in preghiera e anche per organizzare una raccolta fondi per la famiglia di Corniano. In particolare, l’intento dei genitori della piccola Kaur Jap è quello di poter portare le sue ceneri in India. Per volontà dei genitori la salma della bambina dovrebbe essere cremata nei prossimi giorni a Parma. Accogliendoci nella sua casa, Singh Palwinder 45 anni, bracciante agricolo in una stalla di Corniano si fa interprete anche del dolore della madre, Kaur Baljinder 35 anni casalinga che non parla italiano: «Vogliamo ringraziare tutta la comunità indiana di Bibbiano e Montecchio che in questi giorni hanno aiutato la famiglia. Le ceneri della piccola per essere trasportate in India necessitano di una nulla osta speciale, e la mamma non ha ancora il permesso rinnovato dalla questura reggiana. Siamo ancora in attesa – dice l’uomo –: senza il permesso di mia moglie e della piccola di 5 anni (che frequenta l’asilo comunale di Bibbiano, ndr), non possiamo trasportare le ceneri della salma della piccola Kaur in India. Speriamo in un piccolo aiuto, che la situazione possa sbloccarsi».
Tra le lacrime della mamma e le parole del padre, tradotte da un amico indiano, i due genitori ripercorrono il calvario della piccola Kaur, che prima di Natale si è ammalata accusando i sintomi di una influenza: febbre alta e spossatezza, il “marchio” del virus che quest’anno ha raggiunto il picco dei contagi proprio sotto Natale. Ma la febbre non si abbassava nemmeno con gli antipiretici: da qui le visite del pediatra di famiglia fino al ricovero prima al Santa Maria Nuova e poi, con l’improvviso aggravarsi del quadro clinico, alla terapia intensiva neonatale del Maggiore di Parma, dove la piccola è deceduta dopo dieci giorni in cui i medici hanno davvero tentato di tutto per strapparla alla morte, dovuta al degenerare dell’infezione da pneumococco e non all’influenza.
Cordoglio e preghiera Alla famiglia della piccola è arrivato anche il cordoglio del sindaco di Bibbiano Stefano Marazzi: «Situazioni di questo genere – dice – lasciano letteralmente sgomenti e senza parole. In questo momento di così grande e improvvisa sofferenza, mi preme far giungere a questa famiglia, a nome di tutta la comunità bibbianese, la nostra vicinanza e il più sincero cordoglio». «Per noi indiani – dice Singh Arwinderjit, portavoce della comunità indiana di Bibbiano e Montecchio – l’anima è immortale, e con la fine del corpo essa procede attraverso il creato per congiungersi con Dio. Dunque per i Sikh la morte di una persona cara non è un evento tragico, è un momento di lode in cui l'anima si muove per incontrare il Supremo. È un atto di Dio che viene vissuto con profonda rassegnazione. Tutte le cerimonie di commemorazione in questo momento sono volte ad aiutare l'anima a liberarsi dai vincoli della reincarnazione e diventare una cosa sola con Dio». l © RIPRODUZIONE RISERVATA