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Chiusura Pam al Quinzio: incontro decisivo per la cassa integrazione. Ecco chi potrebbe rilevare il supermercato

Ambra Prati
Chiusura Pam al Quinzio: incontro decisivo per la cassa integrazione. Ecco chi potrebbe rilevare il supermercato

Reggio Emilia: sono 25 i dipendenti a casa dal 1 gennaio. Donatella Manzini Prampolini rassicura: «La cassa sarà retroattiva. E il negozio di Casalgrande non chiude»

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Reggio Emilia Si terrà mercoledì 14 gennaio in videocall l’incontro tra le parti – la proprietà, i sindacati e la Regione da un lato, il Ministero dell’Economia e delle Finanze dall’alto –, decisivo per decidere la cassa integrazione straordinaria a zero ore per i 25 dipendenti, quasi tutte donne, del supermercato Pam del centro commerciale Quinzio. Il punto vendita di Reggio ha chiuso per cessazione dell’attività il 31 dicembre scorso, insieme ad altri tre supermercati con la stessa insegna, due a Imola e uno nel Bolognese.

Nel ramo d’azienda non è compreso invece il supermercato Pam di Casalgrande. Secondo indiscrezioni, l’acquirente che possa rilevare le attività – la cessione dell’asset era stata decisa un anno fa – e rilanciarle c’è già: si tratterebbe della catena Lidl. Tuttavia, a causa di un contenzioso tra la proprietà (Manzini & Co) e un’altra società, i tempi sono slittati e le dipendenti reggiane, al momento a casa senza l’ammortizzatore sociale, si sono dette preoccupate. «La cassa integrazione sarà retroattiva: partirà dal primo gennaio 2026, quindi nessuno dei dipendenti dei negozi in vendita sarà “scoperto”», assicura Donatella Manzini Prampolini, presidente di Manzini & Co. Questo è quanto ha chiesto l’azienda, ma serve il via libera dalla capitale affinché l’Inps possa erogare l’indennità, pari a circa l’80% della retribuzione.

«La Manzini & Co. non è chiusa e non chiude. Ha solo messo in vendita quattro dei suoi dodici supermercati. E quello storico di Casalgrande, peraltro gestito da un’altra nostra società, non solo è aperto, ma non è nemmeno in vendita: prosegue normalmente l’attività e non rientra in questa partita», prosegue la presidente, che si auguri che la cassa duri il meno possibile, in attesa della ripartenza. «L’unico problema da settembre – conclude Donatella Manzini Prampolini – è che le tempistiche dell’iter della procedura per la Cigs si sono allungate, non certo per nostra volontà. Si tratta di un’operazione commerciale determinata dalla volontà di ridimensionare l’azienda per motivi strettamente personali, tuttavia siamo sensibili alla situazioni delle dipendenti reggiane e faremo tutto il possibile per tutelarle».  © RIPRODUZIONE RISERVATA