Costretta a girare a volto coperto dal compagno: voleva il totale controllo sulla vita di una ventenne
Reggio Emilia: quando la giovane ha deciso di chiudere la relazione, ha continuato a perseguitarla. L’uomo, 33 anni, è stato denunciato
Reggio Emilia Durante la convivenza, un’ossessiva mania di controllo ha spinto l’uomo a sottrarre alla compagna il telefono cellulare e a costringerla a girare con il volto coperto, affinché non potesse essere guardata da altri. Poi, dopo la fine della relazione, lui ha continuato a perseguitare la ex con una escalation di violenze e minacce di morte a lei e ai familiari. Al termine delle indagini, i carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Reggio Emilia, ai quali una ventenne nel corso di una sofferta deposizione ha raccontato tutte le sue paure, ha denunciato un 33enne per i reati di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, lesioni personali e furto aggravato.
La procura del Tribunale di Reggio Emilia, diretta dal dottor Calogero Gaetano Paci, condividendo il risultato degli approfondimenti degli inquirenti, ha richiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari la misura cautelare del carcere per il 33enne senza fissa dimora. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nei giorni scorsi dai carabinieri di Cadelbosco Sopra, che hanno portato l’arrestato nella casa circondariale di via Settembrini. Secondo quanto ricostruito, l’uomo era ossessivo nella volontà di avere il controllo totale sulla compagna. Durante la convivenza, non c’era giorno nel quale la giovane non fosse offesa e percossa con schiaffi e calci. In diverse occasioni, lui le ha requisito il telefonino per impedirle contatti con l’esterno e l’ha costretta a girare con il volto in parte coperto per evitare che altri uomini potessero guardarla. In un episodio particolarmente grave, l’indagato ha dato fuoco a una stanza di un casolare credendo che lei si trovasse all’interno con un altro uomo: cosa non veritiera, scaturita dalla folle gelosia di lui.
Anche dopo la rottura del rapporto, avvenuta nell’agosto dell’anno scorso, le aggressioni secondo la giovane sono proseguite. Nel settembre scorso la ventenne è stata colpita al volto con un oggetto, riportando contusioni giudicate guaribili in cinque giorni. In un’altra occasione, lui l’ha costretta con la forza a salire su un autobus, impedendole di scendere fino all’intervento di alcuni passeggeri; e le ha ha rubato il cellulare strappandoglielo dalle mani. Nonostante un precedente ammonimento del questore di Reggio Emilia emesso nell’ottobre 2025, il 33enne ha continuato a perseguitare la ex, spuntando all’improvviso nei luoghi da lei frequentati e inviandole messaggi minatori: «Sarà un bagno di sangue». Il giudice per le indagini preliminari ha ravvisato una «spiccata inclinazione violenta» e un’incapacità di contenere gli impulsi aggressivi, definendo l’indagato un individuo pericoloso che considera la donna «un oggetto sottoposto al suo dominio assoluto». Per questi motivi, ritenendo inadeguata qualsiasi altra misura (come il divieto di avvicinamento o gli arresti domiciliari, peraltro impossibili data la mancanza di un domicilio idoneo), il Tribunale ha disposto la detenzione. Nel tardo pomeriggio di domenica i carabinieri di Reggio, ricevuto il provvedimento restrittivo, lo hanno eseguito: il 33enne è stato prelevato da casa e accompagnato nel carcere della Pulce. © RIPRODUZIONE RISERVATA
