Reggiana-Cesena, scatta il divieto di trasferta per i tifosi romagnoli
Niente biglietti per la partita del 17 al Mapei con la Reggiana
Reggio Emilia L’anno calcistico del 2026 inizia con un altro stop alle tifoserie organizzate: stavolta riguarda i tifosi del Cesena che sono stati colpiti dal divieto di trasferta. Le indiscrezioni dei giorni scorsi hanno trovato una conferma ufficiale. Per una decisione assunta dal questore di Reggio Emilia, Carmine Soriente, in occasione della partita Reggiana-Cesena, in programma sabato 17 gennaio alle ore 17.15, il settore ospiti del Mapei Stadium-Città del Tricolore sarà vietato ai residenti delle province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna. Una scelta che era già nell’aria da qualche settimana, dovuta alla storica rivalità tra le due tifoserie e ai disordini che si erano verificati nel match d’andata, il 4 ottobre 2025. Ai tifosi della Reggiana – dopo gli scontri avvenuti prima del derby con il Modena – sono già state impedite le trasferte per tre mesi.
Ora tocca alla squadra avversaria, che non l’ha presa bene e che grida all’ingiustizia. Il Cesena Fc ha preso posizione in modo deciso con questo comunicato: «In seguito al provvedimento emesso dalle autorità di Reggio Emilia, che dispone il divieto di vendita dei biglietti ai residenti delle province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna, il Cesena Fc intende esprimere tutta la propria amarezza verso tale disposizione. Desta particolare stupore e rammarico il fatto che tale provvedimento si basi su episodi risalenti alla partita d’andata tra Cesena e Reggiana, disputatasi lo scorso 4 ottobre, che non vedono in alcun modo coinvolti, se non come parte lesa, i sostenitori bianconeri. Nel rispetto del lavoro e delle decisioni adottate dalle autorità di pubblica sicurezza, nei confronti delle quali il Cesena Fc ha sempre garantito e continuerà a garantire la massima collaborazione, il club bianconero ritiene lecito e doveroso pretendere maggiore attenzione nell’applicazione di limitazioni e restrizioni ai propri sostenitori. I tifosi rappresentano l’essenza del gioco del calcio e, nel rispetto dei valori più profondi di questo sport, non è accettabile che gli stessi vengano privati in modo generalizzato e indistinto della possibilità di assistere ad una partita della propria squadra». l © RIPRODUZIONE RISERVATA
