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Caso David Rossi, il presidente della Commissione: «Chi ha minacciato Catia Silva conosce la verità»

Jacopo Della Porta
Caso David Rossi, il presidente della Commissione: «Chi ha minacciato Catia Silva conosce la verità»

Il deputato Gianluca Vinci annuncia una doppia inchiesta sulle intimidazioni alla sua consulente

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Brescello «Se la Commissione d’inchiesta da me presieduta o la Procura di Reggio Emilia, dove sono state sporte le querele da parte di Catia Silva, riescono a scoprire chi ha telefonato e, due mesi dopo, ha suonato al citofono di Catia Silva, si arriva a chi era nella stanza di David Rossi quando è morto». Lo dice alla Gazzetta di Reggio Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare che indaga sulla morte dell’ex responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, avvenuta nel 2013.

Silva, capo segreteria del presidente della Commissione, è stata minacciata due volte negli ultimi mesi. La prima intimidazione risale a ottobre, quando la consulente ha ricevuto una telefonata anonima e una voce le ha intimato di «smetterla», sostenendo che la morte di David Rossi fosse un suicidio. Il fatto non era stato reso pubblico, ma era stata presentata denuncia. Il secondo episodio, è avvenuto il 14 dicembre, quando qualcuno ha suonato al citofono dell’abitazione di Silva a Brescello e ha detto: «Morirai, devi morire».

Lunedì, durante la trasmissione Lo Stato delle Cose condotta da Massimo Giletti, alla quale ha partecipato lo stesso Vinci, è stato mostrato il video del sistema di videosorveglianza dell’abitazione. Le immagini riprendono un uomo che, nella nebbia, cerca il cancello della casa. Utilizza anche il cellulare per farsi luce. Un’esitazione che, secondo Vinci, potrebbe indicare che l’uomo non sia del posto. «Chi inserisce l’indirizzo di casa di Catia nel navigatore non lo trova subito, perché il navigatore sbaglia», osserva il presidente della Commissione.Il deputato reggiano di Fratelli d’Italia ha affidato ulteriori accertamenti ai consulenti della Commissione. È stata inoltre presentata una doppia denuncia alla Procura di Reggio Emilia.

«Siamo abbastanza certi - prosegue Vinci - che provare a capire chi è che negli ultimi tre mesi sta mettendo così tanto impegno a spaventare chi non è immediatamente esposto, ma svolge materialmente le indagini, potrebbe ricondurci anche a una pista concreta su chi si trovava in quella stanza quella sera. Per questo motivo l’ufficio di presidenza della Commissione ha deciso di valutare una serie di iniziative investigative come l’acquisizione delle celle telefoniche, delle telecamere sulle statali di Brescello dove Catia Silva abita e stiamo valutando anche l’acquisizione delle targhe in uscita dai caselli autostradali limitrofi. O si tratta di uno degli attori di quello che noi definiamo un omicidio -conclude Vinci -, o di qualcuno che era in quella stanza, o di qualcuno che è fortemente interessato a non far procedere i lavori della Commissione». l© RIPRODUZIONE RISERVATA