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Lupi a Bagnolo, il sindaco Cortenova: «Situazione presidiata, presto nuovi corsi di formazione»

Miriam Figliuolo
Lupi a Bagnolo, il sindaco Cortenova: «Situazione presidiata, presto nuovi corsi di formazione»

Due esemplari sono stati avvistati a San Michele della Fossa. Il punto su monitoraggio e nuovi protocolli regionali

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Bagnolo «È importante che si sappia che sulla presenza dei lupi nel nostro territorio c’è un lavoro costante, che definisco "ordinario". Voglio dire che il tema è presidiato, non solo da noi, come Comune, e dagli altri Comuni, ma insieme con la Regione, che, con l’assessore regionale Alessio Mammi, si sta occupando anche di seguire l’evoluzione continua dei protocolli a livelli sovranazionali. Presto partiranno incontri di formazione per il controllo e il monitoraggio della specie, per ora finalizzati agli enti locali. E ci saranno altre novità».

L’intervento è del sindaco di Bagnolo, Pietro Cortenova, a poche ore dalla diffusione di un video che testimonia ancora una volta la presenza del lupo nella nostra pianura. Due bellissimi esemplari, infatti, sono stati avvistati e filmati nelle campagne della frazione di San Michele della Fossa, sul territorio bagnolese. L’autore del video lo ha condiviso nei reel del proprio profilo Facebook, con l’intento di suggerire attenzione nei confronti dei propri animali domestici. Le reazioni sono state di diverso tipo. C’è chi reagisce con la paura, sbilanciandosi anche a dare suggerimenti non del tutto appropriati, e chi fa trasparire la sua passione per gli animali e la natura: «Bellissimi!». Nel mezzo chi mostra di avere studiato le basi della materia: «I lupi non attaccano gli uomini».

«A San Michele ricordo di avvistamenti di lupi già in là negli anni - commenta il sindaco Cortenova -. Si tratta di animali molto mobili e probabilmente, nonostante il nostro territorio sia abbastanza antropomorfizzato, in quell’area i lupi hanno trovato un proprio corridoio ecologico, un ponte verde per i propri spostamenti. Ma finora la loro presenza non ha dato alcun problema, vuoi anche per il fatto che qui la densità e le dimensioni degli allevamenti sono inferiori e ben diversi da altre zone». Nonostante la presenza dei lupi anche in pianura non sia più una novità, da alcuni anni, il tema resta, però, di grande attualità. Da una parte perché, inevitabilmente, muove, nel bene e nel male, la sensibilità dell’opinione pubblica, e, anche gli interessi di alcune categorie, come agricoltori e allevatori, che possono subire danni da eventuali, seppure molto rare, incursioni. Per loro la Regione ha di recente confermato 2 milioni di euro di fondi per chi si doterà di strumenti di prevenzione, come recinzioni o cani da guardianìa.

Dall’altra perché spinge, su più livelli, a interrogarsi sulle modalità di una convivenza, che parta dal presupposto di trovarsi di fronte a una specie che solo pochi anni fa rischiava fortemente di scomparire e che gioca, invece, un ruolo fondamentale negli equilibri degli habitat naturali. Una situazione che si riflette anche sull’evoluzione, anche recente, delle normative di riferimento. Almeno a livello europeo: l’Unione europea ha recentemente aggiornato la Direttiva Habitat 92/43/Cee. «È una questione che merita serietà, equilibrio e un approccio fondato su dati, competenze tecniche e scientifiche. Il lupo rimane una specie tutelata a livello europeo e nazionale - ha commentato pochi giorni fa Giovanni Viglione, assessore all’Ambiente di Correggio dove a Santo Stefano, nella frazione di Canolo, tre caprette sono state attaccate nel loro recinto -. L’Italia però non ha ancora recepito formalmente le ultime modifiche delle norme europee». l© RIPRODUZIONE RISERVATA