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Il caso

Mesi di furti e comportamenti molesti a Scandiano: per un 28enne scatta l’espulsione dall’Italia

Mesi di furti e comportamenti molesti a Scandiano: per un 28enne scatta l’espulsione dall’Italia

Il giovane, di nazionalità marocchina, aveva chiesto il rinnovo del permesso di soggiorno ma a causa delle sue condotte gli è stato negato

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Scandiano Da mesi era diventato una presenza problematica per il centro di Scandiano, con comportamenti molesti ripetuti nei confronti di cittadini e commercianti. Nel pomeriggio di martedì 13 gennaio 2026 è scattato il provvedimento definitivo: un 28enne di nazionalità marocchina, senza fissa dimora, è stato accompagnato in Questura dai Carabinieri per l’avvio delle procedure di espulsione dal territorio nazionale. 


L’attività è stata svolta in esecuzione del decreto di rigetto dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno e di contestuale revoca del titolo, con applicazione della misura dell’espulsione prevista dall’articolo 13 del D.Lgs. 286/1998, emesso  dal Questore di Modena, autorità competente all’adozione del provvedimento in quanto il 28enne giovane aveva presentato la richiesta di rinnovo del permesso commissariato di pubblica sicurezza di Mirandola. Il giovane, gravato da numerosi precedenti di polizia e già destinatario di un avviso orale del questore di Reggio Emilia, era diventato una presenza critica per il centro cittadino: a partire dal mese di settembre 2025, più volte si era reso protagonista di condotte moleste, creando profondo disagio alla cittadinanza e agli esercenti. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo era solito introdursi negli esercizi pubblici, spesso sotto l’influenza di sostanze alcoliche, consumando alimenti e bevande per poi allontanarsi senza corrisponderne il pagamento, infastidendo e minacciando apertamente gli avventori. In ogni occasione, i militari sono intervenuti con prontezza per interrompere le azioni moleste, riportando la calma tra i tavoli e documentando minuziosamente ogni episodio.

Proprio questa costante attività di controllo ha permesso di costruire il solido quadro probatorio che ha portato alla svolta, nata dal coordinamento tra i Carabinieri di Scandiano e il personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mirandola.